Festa dello Sport 2026: L’Amministrazione come fece “Ponzio Pilato” scarica oneri e responsabilità sulle Associazioni

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Lettera di Roberto De Cruto, Presidente ROSA APS-ETS

Scrivo queste righe con il doppio peso di chi, da anni, vive il mondo del terzo settore come libero cittadino, professionista e  Presidente dell’associazione ROSA APS-ETS, amando e frequentando il territorio vegliese.

Mi rivolgo alle realtà associative di ogni ordine e grado, quelle che sono il vero battito cardiaco della nostra comunità, perché l’ultimo avviso pubblico per la “Festa dello Sport 2026” non è solo un documento burocratico: è uno schiaffo a chiunque faccia volontariato.

Da anni cerco di essere al fianco di chi dedica il proprio tempo agli altri, e vedere un’Amministrazione che si pone in questo modo lascia l’amaro in bocca.

Leggendo gli “obblighi a carico del soggetto proponente”, sembra di trovarsi di fronte a un contratto d’appalto con una multinazionale, non a un invito rivolto a piccole realtà locali. Il Comune mette a disposizione lo spazio pubblico — che, ricordiamolo, è un bene che appartiene già ai cittadini — e in cambio pretende tutto:

  • Responsabilità totale: Oneri civili e penali sulla sicurezza e sull’idoneità delle strutture.
  • Servizi a costo zero per l’Ente: Onere completo della pulizia e del ripristino dei luoghi, rimozione rifiuti inclusa.
  • Controllo asfissiante: Una burocrazia fatta di cronoprogrammi millimetrici e incontri obbligatori presso gli uffici.

E mentre l’associazione si carica sulle spalle ogni rischio, cosa risponde il Palazzo? Risponde con la clausola del “nessun beneficio”. In sostanza: “Vieni, lavora gratis, assumiti ogni responsabilità, pulisci tutto e sappi che non ti dobbiamo nulla, nemmeno il rimborso di un chiodo.”

Ciò che offende di più la dignità di chi opera sul territorio è il punto in cui l’Amministrazione si riserva la facoltà di annullare, sospendere o revocare il procedimento in qualsiasi momento, a proprio “insindacabile giudizio”.

Immaginate un’associazione che investe mesi nella pianificazione, che impegna risorse per trasportare attrezzature o affittare materiali, solo per sentirsi dire all’ultimo minuto che tutto è stato revocato senza che si possa vantare “alcuna pretesa, indennizzo o risarcimento”. È questo il modo di sostenere lo sport? È questa la “vicinanza” che il Comune mostra a chi tiene vivi i giovani e i meno giovani di Veglie e non solo?

C’è un errore di fondo in questo Avviso: l’Amministrazione sembra dimenticare che senza le associazioni, la “Festa dello Sport” sarebbe solo una piazza vuota con qualche transenna (sempre se disponibile, perché impiegata a recintare strade a rischio di cedimento). Non siamo noi a dover ringraziare per la concessione di un pezzo di asfalto; è l’Ente pubblico che dovrebbe ringraziare chi, a titolo gratuito, offre servizi, competenza e socialità alla cittadinanza.

Come cittadino e come presidente, non posso tacere di fronte a un approccio che scarica il “rischio d’impresa” sul puro volontariato. Le associazioni non sono “soggetti proponenti” da spremere per riempire un cartellone estivo, ma partner da valorizzare e tutelare.

Se il Comune di Veglie vuole davvero una Festa dello Sport, inizi col rispettare chi lo sport e l’associazionismo di qualsiasi genere , lo pratica e lo promuove ogni giorno con dedizione e sacrificio. Altrimenti, restino pure soli tra le loro scartoffie e i loro giudizi insindacabili. Noi, la nostra dignità, non la mettiamo a bando.

Roberto De Cruto Libero Cittadino
Presidente ROSA APS-ETS 

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