L’Assessore Daniela Patera risponde alle polemiche sul riconoscimento SVIMAR alla Sindaca: «Difendere la verità e valorizzare il ruolo delle donne»

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La risposta dell’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Veglie Daniela Patera ai Consiglieri di Opposiziine di Veglie

Ho partecipato personalmente, in qualità di Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Veglie, all’evento svoltosi a Mirabella Eclano, nel corso del quale è stato conferito un riconoscimento a 80 Sindache del Mezzogiorno, tra cui la Sindaca di Veglie. Proprio per questo sento il dovere di intervenire per ristabilire la verità dei fatti e per contrastare una polemica che rischia di svilire non solo una persona, ma il ruolo stesso delle donne nelle istituzioni.

Veglie non è il “Terzo Mondo” e non è mai stata definita tale. La Sindaca non ha mai pronunciato né condiviso affermazioni di questo tipo. Attribuirle presunte dichiarazioni significa costruire una narrazione falsa, utile solo ad alimentare indignazione e a colpire l’immagine di una donna che ricopre la più alta carica istituzionale del nostro Comune.

Il riconoscimento conferito a Mirabella Eclano è stato assegnato, con criteri identici, a 80 Sindache del Sud Italia, nell’ambito di un evento organizzato da SVIMAR con il patrocinio del Ministero dell’Interno. Un riconoscimento che non celebra titoli o privilegi, ma il coraggio, la competenza e la responsabilità di donne che quotidianamente amministrano territori, spesso in condizioni più difficili rispetto ai loro colleghi uomini, affrontando resistenze culturali, pregiudizi e attacchi personali.

Il riferimento alle aree interne, tanto strumentalizzato, è una classificazione istituzionale riconosciuta a livello nazionale. Parlare di aree interne significa riconoscere le difficoltà strutturali dei territori e impegnarsi per colmarle con politiche pubbliche serie. Trasformare questo concetto in un’offesa è una distorsione che mortifica il dibattito e tradisce una profonda incomprensione del ruolo delle istituzioni.

Colpisce e rammarica che una polemica di tale portata abbia riguardato esclusivamente il Comune di Veglie, mentre 79 altre Sindache premiate non sono state oggetto di alcuna contestazione. Ancora più grave è constatare che gli attacchi provengano anche da donne che, invece di sostenere percorsi di crescita collettiva e di partecipazione attiva, scelgono di delegittimare un’altra donna, colpendo la Sindaca sul piano personale e simbolico.

Come Assessore alle Pari Opportunità, non posso accettare che si continui a svilire il ruolo delle donne nelle istituzioni, riducendo il loro impegno a bersaglio di polemiche sterili. Difendere la Sindaca in questa vicenda significa difendere tutte le donne che scelgono di mettersi al servizio della cosa pubblica, spesso pagando un prezzo più alto in termini di esposizione, giudizio e aggressività.

L’Amministrazione Comunale non si lascerà condizionare da chi persegue fini politici o personali che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo. Veglie merita una politica matura, fondata sul rispetto delle istituzioni e sulla valorizzazione delle competenze, non su narrazioni distorte e attacchi strumentali.

Il mio auspicio è che si torni a parlare di contenuti, di progetti e di futuro, mettendo al centro il bene del paese e il riconoscimento del ruolo fondamentale delle donne nella vita politica, amministrativa e sociale della nostra comunità. Solo così si costruisce una crescita reale, inclusiva e duratura.

L’assessore alle Pari Opportunità
Daniela Patera

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