Salice Salentino celebra due importanti riconoscimenti la Salve Regina del Maestro Luiso e la DOC Salice Salentino entrano nel Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia

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L’amministrazione: «Un riconoscimento che racconta la nostra identità, la nostra storia e il legame profondo tra comunità, tradizione, musica e territorio»

Ci sono tradizioni che appartengono alla storia di una comunità e che, proprio perché tramandate nel tempo, finiscono per raccontarne l’identità più di qualsiasi documento. A Salice Salentino due di queste tradizioni hanno oggi ricevuto un importante riconoscimento istituzionale: la Salve Regina del Maestro Angelo Luiso e la DOC Salice Salentino sono state inserite nell’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia – CartApulia.

Un risultato che dà valore a due espressioni profondamente diverse, ma unite da un elemento comune: il loro radicamento nella storia e nella vita della comunità salicese. Da una parte la musica sacra, la devozione popolare e il rito collettivo; dall’altra la cultura rurale, la viticoltura e un patrimonio produttivo che da generazioni caratterizza il paesaggio e l’economia del territorio.

Il riconoscimento arriva nell’ambito delle procedure regionali per l’inventariazione del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, sulla base delle sezioni previste dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Particolare rilievo assume l’inserimento della Salve Regina dello storico compositore bitontino Maestro Angelo Luiso nella sottosezione «Componimenti musicali con spartiti originali e unici», all’interno della sezione «Tradizioni ed espressioni orali, fiabe e favole».

L’inserimento è stato formalizzato con Atto Dirigenziale n. 304 del 25 agosto 2026, con il quale sono stati approvati gli esiti istruttori delle candidature presentate nella finestra ordinaria 2026.

La candidatura è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salice Salentino, sulla base della Delibera di Giunta Comunale n. 69 del 30 aprile 2026.

La Salve Regina rappresenta una delle espressioni più significative della tradizione sacra e musicale salicese. La sua esecuzione è legata alla celebrazione della Madonna della Visitazione e costituisce, ancora oggi, un appuntamento profondamente sentito dalla comunità.

Ogni anno, la sera del 1° luglio, durante la storica Fiera Mercato della Madonna della Visitazione, la composizione viene eseguita al termine della solenne processione, trasformando la musica in un vero e proprio momento di partecipazione collettiva.

La storia dell’opera affonda le proprie radici nel primo Novecento. La prima stesura risale al 1919, mentre una successiva rielaborazione venne realizzata nel 1945. Si tratta di una maestosa cantata sacra per tenore e banda, espressamente dedicata alla Madonna della Visitazione.

Ma il valore della composizione non risiede soltanto nella sua qualità musicale o nella sua antichità. La partitura è infatti legata a una particolare vicenda di memoria e appartenenza: il Maestro Luiso la donò storicamente alla comunità salicese con il vincolo della sua esecuzione annuale.

È proprio questa continuità a rendere la Salve Regina un bene culturale immateriale: non un semplice spartito conservato nel tempo, ma una tradizione che continua a vivere attraverso l’esecuzione, la partecipazione della popolazione e la trasmissione della memoria da una generazione all’altra.

In passato, alla sua esecuzione veniva attribuito anche un particolare significato propiziatorio per la prosperità delle annate agricole. Un elemento che restituisce in modo emblematico il rapporto tra devozione, musica, comunità e mondo rurale: dimensioni che per secoli hanno costituito un tutt’uno nella vita delle comunità salentine.

Accanto alla tradizione musicale, il riconoscimento regionale riguarda un altro elemento fortemente identitario: il Salice Salentino DOC, espressione della cultura vitivinicola e rurale del territorio.

La candidatura è stata inserita nella sottosezione «Pratiche della tradizione rurale», all’interno della sezione «Saperi e pratiche sulla natura e l’universo» del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia.

Gli esiti istruttori sono stati approvati con Atto Dirigenziale n. 307 del 27 agosto 202,relativo alle candidature presentate nella finestra ordinaria 2026.

Il riconoscimento assume un significato particolarmente importante per Salice Salentino, territorio nel quale la viticoltura non rappresenta soltanto un’attività produttiva, ma costituisce un patrimonio di conoscenze, pratiche, gesti e saperi tramandati nel tempo.

La cultura del vino comprende infatti molto più del prodotto finale: comprende il rapporto con la terra, la conoscenza dei cicli stagionali, le tecniche di coltivazione, la cura dei vigneti, la vendemmia e tutte quelle pratiche che hanno contribuito a definire il paesaggio rurale e la storia economica e sociale della comunità.

La DOC Salice Salentino, una delle denominazioni vitivinicole storiche e identitarie della Puglia, diventa così anche occasione per valorizzare un patrimonio di conoscenze e pratiche che appartiene alla memoria collettiva del territorio, come già confermato dalla lunga serie di eventi promossi e realizzati nell’ultimo anno insieme a Dajs, Consorzio di Tutela della Doc Salice, Gal Terra d’Arneo e molti altri partner a più livelli.

«Si tratta di un riconoscimento fondamentale, che inserisce il patrimonio della nostra comunità nel più ampio patrimonio culturale della Regione Puglia, secondo le categorie e i principi dell’UNESCO – le parole del consigliere con delega alla cultura, Luigi Palazzo -. È un passaggio importante, perché eleva la nostra storia e quella della nostra comunità a patrimonio comune, riconoscendone il valore culturale e identitario. Questo riconoscimento si colloca perfettamente nel più ampio percorso che stiamo portando avanti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale di Salice Salentino. Dopo il portale “Scopri Salice”, questi due nuovi riconoscimenti rappresentano un’ulteriore attestazione del valore della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra identità».

Mimino Leuzzi, sindaco di Salice «Nell’anno in cui celebriamo il cinquantesimo anniversario della DOC Salice Salentino – commenta -, questo riconoscimento assume un significato ancora più importante. Sono trascorsi cinquant’anni da quella scelta politica lungimirante dell’amministrazione dell’epoca, che chiese e ottenne il riconoscimento della denominazione di origine controllata con una delibera di Giunta municipale. A distanza di mezzo secolo, quel gesto viene ulteriormente valorizzato, elevando la DOC Salice Salentino a patrimonio di tutti. Altrettanto significativo è il riconoscimento della Salve Regina, il più importante momento dell’anno per i salicesi, intimamente legato alla tradizione, ormai plurisecolare, della Fiera della Madonna della Visitazione. È una ricorrenza che custodisce ricordi, esperienze e tradizioni che appartengono a intere generazioni e che rappresentano una parte importante della memoria collettiva della nostra comunità».

L’Amministrazione comunale intende proseguire nel percorso di valorizzazione del patrimonio immateriale salicese, nella consapevolezza che custodire una tradizione non significa semplicemente conservarla, ma soprattutto renderla viva, conosciuta e accessibile alle nuove generazioni.

La storia della Salve Regina e quella della cultura vitivinicola raccontano, in modi differenti, la stessa capacità di Salice Salentino di custodire il proprio passato e trasformarlo in una risorsa per il futuro.

Dalla musica che ogni 1° luglio risuona per la Madonna della Visitazione ai vigneti che da generazioni disegnano il paesaggio salicese: oggi due simboli della comunità entrano ufficialmente nel Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia.

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