LORENZO CATAMO: «A.S. VEGLIE, UNA STORIA LUNGA 66 ANNI»

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Veglie Calcio 1958

Lettera di Lorenzo Catamo a seguito della mancata iscrizione dell’A.S.D. Veglie al campionato di calcio 2026/2027 dopo 66 anni di presenza ininterrotta

(Foto di copertina del 1958, due anni prima dell’immatricolazione ufficiale del Veglie)

(Dalla Redazione di VeglieNews: «In calce alla lettera il link per scaricare liberamente il libro sulla storia del Calcio a Veglie dal titolo
“…e la mezz’ala sparò alto” di Cosimo Fai e Enzo De Benedittis»)

Sessantasei anni fa, in una giornata d’estate, un ragazzino di dieci anni ascoltava alcune persone che parlavano di calcio e di fondazione di una squadra a Veglie. Quel ragazzino ero io e, tra le persone che ascoltavo, c’era mio padre Antonio Catamo.

Seguivo già il calcio perché mio padre acquistava ogni giorno il giornale ed io incominciai ad entusiasmarmi e diventai il più giovane tifoso biancazzurro. Dopo di che iniziò la lunga stagione del calcio vegliese con tanti campionati di Promozione, di Prima Categoria, di Seconda Categoria, di Terza Categoria. Con alterne vicende, ma sempre con onore e con orgoglio.

Migliaia di calciatori di ogni paese della provincia ed anche di Lecce città hanno vestito una maglia divenuta leggendaria e alcuni di loro (ormai ottantenni) ricordano ancora quei tempi e la capacità di mio padre di trattarli come figli.

Poi, ci furono altri dirigenti (professionisti, imprenditori, artigiani, agricoltori), di cui non faccio il nome perché sono talmente tanti che potrei dimenticarne qualcuno. E mi dispiacerebbe perché si è trattato sempre di persone appassionate e corrette.

Poi è arrivato il disastro degli ultimi tre anni. Gestione impalpabile, chiusa nella testa di alcune persone che non hanno mai dato conto del loro operato. Io sono rimasto sino all’ultimo per la memoria storica e per rispetto alla memoria di mio padre. Ma sono stato un battitore libero, addetto soltanto alla burocrazia calcistica (iscrizioni, tesseramenti ecc.).

Negli ultimi tempi l’aria era diventata irrespirabile. Due retrocessioni consecutive, con pochissimi punti e una valanga di reti subite (anche da squadre inguardabili).

La farsa è finita con due tentativi di ripescaggio (il primo in Promozione, il secondo in Prima Categoria).

Inutile dire che era impossibile perché conta il quoziente punti e cioè i punti guadagnati per le partite giocate (pari allo zero virgola niente o giù di lì). Al che, stufo delle domeniche perdute e delle umiliazioni subite, ho deciso di farmi da parte, rispondendo nettamente “no” alla terza persona neutrale che mi ha contattato.

Ora il disastro è completo: dopo aver tentato il ripescaggio in Prima Categoria ed averlo fallito, lorsignori dovevano iscriversi in Seconda Categoria. Ma, in extremis, hanno rinunciato al campionato.

Vedremo poi le conseguenze.


Di seguito il link per scaricare gratuitamente il libro della storia del calcio a Veglie:

“…e la mezz’ala sparò alto” di Cosimo Fai e Enzo De Benedittis

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