Veglie: Dopo un commento offensivo sui social la Sindaca sporge denuncia ai Carabinieri

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Sindaca di Veglie Maria Rosaria De Bartolomeo

La Sindaca di Veglie Mariarosaria De Bartolomeo denuncia ai Carabinieri la vicenda del post sessista pubblicato su Facebook

Nella mattinata di Lunedì 16 Febbraio la sindaca di Veglie Mariarosaria De Bartolomeo si è recata presso la locale Stazione dei Carabinieri per sporgere denuncia in merito ai fatti verificatisi nella serata del 14 febbraio scorso.

L’episodio ha avuto origine sulla pagina Facebook “Sei di Veglie se”, dove un membro anonimo ha pubblicato un post chiedendo: «Negli altri paesi stanno organizzando sfilate di carri e feste in piazza e qui..? ……».

Sotto quel post, un utente nascosto dietro il nome “RadiantFalcon177” ha commentato: «La sfilata la fa la sindaca dentro Veglie che cammina sculettando ben vestita con minigonna».

Parole dal contenuto denigratorio e sessista che nulla hanno a che vedere con la satira o con il legittimo confronto politico, ma rappresentano un attacco diretto non solo all’istituzione, bensì alla donna e alla persona.

Numerose sono state le attestazioni di solidarietà ricevute, sia pubblicamente  sia in forma privata.

È seguito un momento di riflessione e di interrogativi  su quale fosse l’approccio più corretto da adottare, oltre al naturale sentimento di delusione e al malessere psicologico provato.

La vicinanza dimostrata da cittadini e cittadine ha rafforzato la convinzione che non basti predicare il rispetto, ma sia necessario testimoniarlo concretamente, educando a una cultura della dignità e contrastando ogni forma di violenza verbale, sia essa esplicita o implicita.

“La decisione di sporgere denuncia/querela non è stata presa a cuor leggero. Al contrario, è maturata nella consapevolezza che rappresentasse un atto doveroso, non tanto sul piano personale ma a tutela di tutte le donne che subiscono violenza fisica, psicologica e verbale; delle donne di oggi e, soprattutto, delle generazioni future, alle quali è necessario offrire esempi concreti di fermezza e responsabilità”.

La diffamazione e il sessismo vengono indicati come una pericolosa deriva dei rapporti interpersonali: espressioni di cattiveria gratuita, superficialità e leggerezza con cui si feriscono le persone, senza considerare le gravi ripercussioni che tali comportamenti possono avere sulla vita quotidiana, sulla psiche e sulla salute di chi li subisce.

Non può essere accettato che l’odio diventi normalità, che l’offesa venga scambiata per opinione o che la denigrazione si trasformi in linguaggio ordinario del dibattito pubblico. Che dietro un profilo anonimo o falso si nasconda un uomo o una donna poco importa: la violenza, in ogni sua forma, deve essere condannata e fermata.

L’auspicio è che l’episodio possa aprire una riflessione seria e un confronto costruttivo sulla gravità delle conseguenze che l’odio sui social può avere nella vita di chi lo subisce.

Il rispetto non è un’opzione. È il fondamento della convivenza civile.

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