FESTA PATRONALE DI SAN GIOVANNI A VEGLIE: Alle critiche vuote a volte è necessario rispondere con i fatti

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“Farsa dell’acqua di San Giovanni” – “Paratura copia e incolla” – “Spettacoli musicali di gusto discutibile”…

In altri tempo avrei titolato la lettera con «Avete ROTTO…. le LUMINARIE» ma dopo anni di esperienza le critiche vuote di chi non sa di cosa parla scivolano addosso e non lasciano più segni.

La risposta invece è doverosa solo per far sapere a chi legge questi post privi di contenuto, e stupidamente ironici, quanto siano false e poco attendibili le allusioni di alcune persone che in questi giorni post festa patronale vengono messe in giro.

Mi permetto di rispondere in quanto facente parte del gruppo organizzativo della festa patronale, nonché di altri eventi, che è la Pro Loco di Veglie. Per questo motivo sono a conoscenza diretta delle dinamiche interne e di tutte le problematiche che ruotano attorno ad un evento importante come la festa patronale. Ci tengo a sottolineare che questa lettera è a titolo personale e non è un comunicato ufficiale della Pro Loco.

Ringrazio “Veglie sei tu” per aver scritto in modo anonimo perché questo permette una risposta senza la barriera delle “conoscenza diretta”. Potresti essere un conoscente, un amico o addirittura un parente ma in questo modo anonimo la risposta può essere libera e neutrale.

In questi giorni ho sentito i commenti entusiasti della gente che ha partecipato alla festa patronale di Veglie. Numerosi turisti, di cui ho avuto la possibilità di ascoltare le considerazioni, hanno elogiato il nostro Paese e la bellezza delle serate di festa. Anche molti concittadini hanno apprezzato tutti i momenti della festa patronale e ripeto TUTTI I MOMENTI compreso il rito dell’Acqua di San Giovanni che ha contribuito a riportare alla luce un’usanza diffusa negli ambienti familiari di molte persone che in questo modo è potuta ritornare a conoscenza di tutti. In conclusione MOLTI hanno apprezzato la nostra Festa Patronale. Anche dai paesi vicini.

Purtroppo però, come in ogni cosa, non si può accontentare tutti. E va bene così. Non tutti hanno gli stessi gusti.

C’è però un limite ben preciso che divide i commenti e che bisogna tenere ben presente:

“NON MI PIACE”  è accettabile;

“NON HANNO SAPUTO FARE LA FESTA” (perché in sintesi è quello che qualcuno ha detto o scritto”)  è inaccettabile e necessita di una risposta.

Il signor “Veglie sei tu” ha scritto il seguente post sul suo profilo che purtroppo mette in evidenza particolari non veri:

Insomma… È venuta fuori la farsa dell’acqua di San Giovanni, che resta comunque un’ottima trovata turistica… instagrammabile.

Fontana monumentale e Chiesa della Madonna delle Grazie, come da tradizione, nascoste dalla paratura. (E, visto lo stato in cui versano, forse meglio cosí)

Paratura? Il solito copia e incolla. Ormai più che un’eccezione è uno standard.

Fuochi d’artificio… chi li ha visti è pregato di farsi avanti.

Spettacoli musicali di gusto, diciamo, discutibile.

Zona VIP ben allestita. Impeccabile… purché non fossi un semplice cittadino.

Tutto sommato… una bella festa.”

Adesso smontiamo punto per punto queste considerazioni:

È VENUTA FUORI LA FARSA DELL’ACQUA DI SAN GIOVANNI, CHE RESTA COMUNQUE UN’OTTIMA TROVATA TURISTICA… INSTAGRAMMABILE…

La farsa dell’acqua di San Giovanni” non è una farsa ma un antico rito propiziatorio (pagano) legato al solstizio d’estate molto diffuso nelle comunità rurali e tra queste anche Veglie. Durante la festa sono stato testimone di tanti racconti di persone che ricordavano che i loro nonni ogni anno portavano a compimento questo rito di cui hanno ancora in mente il profumo dell’acqua. Pertanto non è una storia inventata ma bensì ben radicata nelle famiglie di una volta in forma privata. Si può dire invece che per la seconda volta, l’anno scorso è stata la prima volta, questo rito è stato fatto in maniera pubblica e questo ha contribuito a rilanciare una tradizione che stava sparendo. Ultimamente poi di questo rito se ne parla su molti media nazionali a riprova che non è una farsa.

Instagrammabile? Vero. Gli organizzatori sono stati bravi insieme a PugliArmonica a far diventare questo “momento” condivisibile per tutti e da tutti e a farne parlare i TG locali oltre ad avere un servizio speciale dedicato a questo evento su Telerama. Per qualcuno è cosa da poco conto. In tanti invece hanno parlato di Veglie e riscoperto questo rito. Per fortuna non tutti in maniera negativa come il nostro amico.

Poi se proprio non si è a conoscenza di qualcosa, prima di scrivere basta fare una ricerca per scoprire ciò che si vuole criticare. Non essere a conoscenza di una cosa non vuol dire che non esista. Vuol dire solo che “si è  ignoranti in materia”.

Dal Web (scusate se è lungo ma occorre essere precisi quando si argomentano le risposte):

“L’acqua di San Giovanni è un’antica preparazione rituale ottenuta dall’immersione di fiori ed erbe selvatiche in acqua durante la notte tra il 23 e il 24 giugno, lasciata all’aperto per essere impreziosita dalla rugiada notturna. Questa pratica, carica di simbolismo e magia naturale, rappresenta un ponte tra credenze pagane legate al solstizio d’estate e tradizioni cristiane associate alla figura di San Giovanni Battista. Si tratta di un’usanza profondamente radicata nella cultura popolare italiana, particolarmente sentita in regioni come la Calabria la Puglia e la Toscana, ma diffusa ormai in gran parte del Paese e in diverse zone d’Europa. La sua essenza risiede nel potere purificatore e rinnovatore che viene attribuito a quest’acqua speciale, raccolta in un momento dell’anno considerato magico. Per i contadini, questa preparazione ha sempre rappresentato uno dei riti beneauguranti più importanti del calendario, coincidendo con il periodo del solstizio estivo quando i raccolti possono essere minacciati da temporali improvvisi o siccità. Cos’è l’acqua di San Giovanni se non un meraviglioso esempio di come la saggezza popolare abbia creato un ponte tra il sacro e il profano? In essa si fondono armoniosamente elementi naturali e spirituali, in un rituale che celebra il rinnovamento e la protezione.

L’acqua di San Giovanni affonda le sue radici in un affascinante intreccio di credenze pagane e cristiane, creando un ponte tra mondi spirituali diversi ma complementari. Questa tradizione millenaria celebra il momento magico del solstizio d’estate, quando il confine tra il mondo terreno e quello soprannaturale si assottiglia, permettendo agli elementi naturali di caricarsi di energie particolari.

Molto prima dell’avvento del cristianesimo, i nostri antenati celebravano il 24 giugno con l’antica festa di Lithia, un importante rito propiziatorio legato al ciclo agricolo. In questo periodo dell’anno, la natura raggiunge il suo massimo splendore, ma paradossalmente è anche il momento in cui i raccolti sono più vulnerabili a eventi catastrofici come grandinate improvvise o periodi di siccità. I contadini accendevano grandi falò che illuminavano la notte più corta dell’anno, simboleggiando il potere del sole al suo apice.

La leggenda narra che proprio in questa notte speciale, gli dei facessero scendere sulla terra i nuovi nati sotto forma di rugiada, rendendo ogni goccia preziosa e carica di potere vitale. Raccogliere questa “rugiada degli dei” significava quindi assicurarsi protezione e abbondanza per i mesi successivi.

Con l’avvento del cristianesimo, questa celebrazione pagana si è naturalmente fusa con la festa della natività di San Giovanni Battista. Il simbolismo dell’acqua, già centrale nei riti pagani, ha trovato perfetta corrispondenza nella figura del santo che battezzava con l’acqua del fiume Giordano. La preghiera dell’acqua di San Giovanni è diventata così parte integrante del rituale, trasformando l’antica pratica in un atto di devozione cristiana.

L’elemento purificatore dell’acqua ha assunto un nuovo significato spirituale, rappresentando non solo la protezione dei raccolti ma anche la purificazione dell’anima e la rinascita spirituale. Come San Giovanni preparava la via per Cristo attraverso il battesimo, così quest’acqua speciale prepara il corpo e lo spirito a un rinnovamento profondo, creando quell’equilibrio tra corpo, mente e spirito che è al centro della tradizione erboristica che Terzaluna custodisce e tramanda.

Secondo la tradizione popolare, l’acqua di San Giovanni serve principalmente come strumento di purificazione spirituale e fisica, portando con sé una promessa di fortuna, salute rinnovata e protezione per l’anno a venire.

Quando vi dedicate a questo antico rituale, concedetevi il tempo di essere pienamente presenti: sentite la freschezza dell’acqua sulla pelle, respirate il profumo delicato dei fiori, e lasciate che questo momento diventi una pausa di consapevolezza nella frenesia quotidiana. La preparazione dell’acqua di San Giovanni e il suo utilizzo possono trasformarsi in un prezioso esercizio di mindfulness, un’occasione per riconnettersi con i ritmi della natura e con una saggezza ancestrale che parla attraverso i secoli.”

Molti potranno obiettare che si da’ retta a riti pagani o magici che niente hanno a che fare con il mondo reale. Ma si sa, noi italiani da buoni esterofili diamo credito e importanza a riti pagani stranieri come Halloween (di cui tra l’altro esiste da molto prima una tradizione simile in Sicilia) facendone un “rito di consumismo commerciale” e non diamo invece credito alle nostre antiche tradizioni contadine che hanno caratterizzato la nostra civiltà rurale.

FONTANA MONUMENTALE E CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE, COME DA TRADIZIONE, NASCOSTE DALLA PARATURA…

Fontana e chiesa non vengono coperte per decisioni artistiche ma per esigenze logistiche, di visual e di installazione. Riflettete un attimo. Esiste un’altra possibilità di installare cassa armonica e paratura nella piazza lasciando visibili la chiesa e la fontana e nello stesso tempo lasciare lo spazio libero per il pubblico e, cosa più importante, fare tutto questo rispettando le norme di sicurezza? Si attendono risposte concrete a meno che qualcuno non pensa di poter installare la cassa armonica per strada dietro la fontana o addirittura sopra la chiesa.

LO STATO IN CUI VERSANO (Chiesa e Fontana)…

Non dipendono dalla Festa Patronale né dagli organizzatori della stessa. È il risultato di anni e anni di incuria di cui tutti sono colpevoli. Nessuno escluso.

PARATURA? IL SOLITO COPIA E INCOLLA. ORMAI PIÙ CHE UN’ECCEZIONE È UNO STANDARD.

Copia e Incolla? Me è del mestiere? Le Luminarie di quest’anno hanno avuto apprezzamenti entusiastici oltre che dai cittadini e dai turisti anche e soprattutto da chi conosce il mondo e la tradizione delle luminarie. Persone che conoscono bene l’arte salentina delle luminarie hanno fatto i complimenti per l’ottimo lavoro realizzato dalla ditta “Arte & Luce di Antonio De Donno di Scorrano”. Il giardinetto (termine tecnico per indicare l’arredo della piazza con la Cassa Armonica) e il pattern utilizzato è stato creato ad hoc per la Festa Patronale di Veglie. Il risultato è stata un’installazione con una coreografia perfetta che inglobava la Cassa Armonica con una chiusura con gli archi precisa come poche volte è stato fatto a Veglie. Le spalliere avevano ricami così raffinati e ricchi che era impossibile vedere spazi vuoti. Una galleria nuova di zecca, installata solo due volte di cui la seconda è stata per la Festa Patronale di Veglie, che ha reso via Roma un gioiello luminoso. Un’altezza delle luminarie mai raggiunte a Veglie. E il frontone? Se qualcuno ha da ridire anche sul frontone vuol dire che non ha capito i progressi che di anno in anno si stanno facendo con la Festa Patronale.

Sicuramente qualcuno si aspetta le luminarie con le accensioni a ritmo di musica come si vedono in altri paesi e fa il paragone con questo tipo di luminarie. Ci arriveremo anche noi. Sappiate che i costi per questo tipo sono notevolmente superiori. Quindi se si vuole qualcosa di supercostoso anche i cittadini devono essere supergenerosi come lo sono negli altri comuni. O forse sarebbe meglio dire che tutti i cittadini devono partecipare e non solo i soliti che “sentono” la Festa Patronale.

(P.S. Il Comune e le Aziende hanno contribuito in maniera notevole ma per quel tipo di luminarie non è sufficiente).

A proposito, in qualità di “Veglie sei tu” hai contribuito alla Festa Patronale di Veglie? Sarebbe interessante sapere in che misura.

FUOCHI D’ARTIFICIO… CHI LI HA VISTI È PREGATO DI FARSI AVANTI.

Forse non tutti sanno che dopo la tragedia di Crans-Montana le regole di sicurezza sono cambiate anche in Italia non solo per i locali pubblici ma anche e soprattutto per gli eventi aperti al pubblico come le Feste Patronali. Le nuove regole sono molto restrittive. Già lo scorso anno sono state sollevate alcune problematiche poi chiarite. Quest’anno, nonostante tutta la documentazione fosse a posto, le aree storiche per lo sparo dei fuochi d’artificio non risultavano più idonee. Dalla prefettura e dagli ingegneri sono state individuate altre aree per lo sparo dei fuochi ma si è deciso di non effettuare lo sparo dei fuochi in quanto quelle aree non incontravano le esigenze logistiche dell’organizzazione e sarebbe stato uno spettacolo per pochi o nessuno e quindi sarebbero stati soldi spesi inutilmente. Anche in questo caso ci sarebbero state le critiche da parte dei cittadini per la poca visibilità. Per quest’anno si è deciso in questo  modo sperando di avere a disposizione un luogo migliore per il prossimo anno.

SPETTACOLI MUSICALI DI GUSTO, DICIAMO, DISCUTIBILE…

Riprendo un’affermazione scritta prima:

NON MI PIACE” è accettabile!

DI GUSTO, DICIAMO, DISCUTIBILE.” è del tutto fuori luogo.

E lo dico da addetto al settore in quanto esperto di musica di tutti i generi e organizzatore di un evento storico come il Jazz in Veglie di cui sentiremo ancora parlare.

Quello che ad alcuni non piace, per altri può essere una bella serata. Durante i 4 giorni di Festa Patronale sono stati proposti diversi generi musicali per accontentare più “gusti” tenendo conto della tradizione che avvolge una festa patronale nel Salento (di certo non si possono accontentare tutti i gusti in 4 giorni).

È stato dato spazio alla tradizione salentina tra l’altro con una straordinaria band composta dal 99% da talenti vegliesi e con un ospite d’eccezione come Consuelo Alfieri. I turisti presenti e anche i cittadini locali hanno potuto apprezzare il talento dei nostri musicisti e hanno ballato riempiendo la piazza di allegria e spensieratezza come deve essere una festa patronale.

È stata dedicata una serata alla tradizione bandistica. Una tradizione che fa parte della storia della nostra terra,  immancabile in ogni festa patronale che si rispetti.

Un altra serata di cui tutti parlano ancora con entusiasmo è stata quella dedicata alla musica per ballare e agli artisti circensi che hanno letteralmente infiammato piazza Umberto I facendo scatenare una folla di persone pronte a divertirsi. Gli stessi artisti sia pubblicamente che in privato non hanno smesso di ringraziare Veglie e gli organizzatori per una serata davvero incredibile.

L’ultima serata poi è stata all’insegna del talento con un trio di successo di livello nazionale che ha divertito tutto il pubblico presente.

Tutto questo per qualcuno a quanto pare è “dal gusto discutibile”.

ZONA VIP BEN ALLESTITA. IMPECCABILE… PURCHÉ NON FOSSI UN SEMPLICE CITTADINO.

Zona VIP? Forse si riferisce al palchetto in via Roma? Si trattava di un palchetto riservato alle aziende che hanno contribuito in maniera notevole alla realizzazione della festa. Con tutto il diritto di un trattamento particolare.

Ma non solo. Era riservato anche ai fruitori di “Saporita” che gustavano i piatti degli stands. Di conseguenza era riservato anche ai “semplici cittadini”.

TUTTO SOMMATO… UNA BELLA FESTA…

Si è proprio vero. Tutto sommato una bella festa e finalmente su una cosa ti posso dare ragione.

Organizzare la Festa Patronale in ogni paese non è una passeggiata, vuol dire regalare ore del proprio tempo al Paese, trascurare la famiglia, rimanere fuori di casa fino a tardi perché solo in quelle ore si ha tempo disponibile, avere a che fare con problemi burocratici che nessuno al di fuori di questo contesto può immaginare, risolvere problemi dell’ultimo minuto senza far pesare il disagio alla Festa, avere i nervi sempre in tensione mentre tutti godono della bellezza delle luminarie e della festa, prendere impegni finanziari che non farebbero dormire la notte se non si ha alle spalle una macchina organizzativa ben rodata e pronta a mettere in campo il meglio che può fare.

Della gestione di tutta la macchina organizzativa dobbiamo dare atto e ringraziare il Presidente della Pro Loco di Veglie che ha portato avanti in maniera rigorosa e stimolante per tutti un lavoro immenso e impeccabile, e lo ripeto IMMENSO E IMPECCABILE, che in pochi avrebbero avuto il coraggio di affrontare conoscendo le problematiche sorte di volta in volta.

A fine festa abbiamo scritto nel nostro gruppo ognuno i nostri pensieri. Mi fa piacere riportare qui il pensiero di una nuova componente della Pro Loco che insieme ad altri nuovi componenti si sono dati immediatamente da fare per realizzare al meglio la festa. È un pensiero che racchiude in poche parole quello che succede quando da fuori si passa dentro all’organizzazione di un evento del genere:

Matteo Ti ringrazio e ci tenevo a dirti che da fuori non ci si rende conto, ma vivendo questa realtà si comprende quanto impegno richieda.

Mi è dispiaciuto tante volte vederti affrontare tutto quasi da solo e avrei davvero voluto fare di più per darti una mano. Purtroppo, per i miei impegni, non mi è stato possibile, e questa cosa mi è dispiaciuta sinceramente.

Sei un ragazzo davvero in gamba, con tanta passione e tanta voglia di fare, e sono convinta che il paese ti debba molto per tutto quello che fai, spesso senza che venga riconosciuto abbastanza.

Grazie di cuore per il tuo impegno, per la pazienza e per tutto quello che fai ogni giorno. Spero di riuscire, nel mio piccolo, a dare un contributo sempre maggiore.”

Buona Estate a tutti e divertitevi ai prossimi eventi.

Partecipate e guardateli con occhi limpidi e senza pregiudizi malevoli.

Ricordate che dietro ad ogni evento nel quale vi divertite c’è gente che ci ha messo impegno, tempo, litigi, stress e tanto altro. Ma lo fa per passione e per niente altro. Se ne volete la conferma, entrate a far parte di qualche associazione con uno spirito costruttivo. Ne trarrete solo un grande beneficio spirituale che vi farà stare meglio nonostante lo stress.

Fernando Leardi
Veglie News

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