Giorgio Cappello: «Se non impariamo ad amarci, distruggeremo la nostra storia»

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Lettera di Giorgio Cappello

Carissimi Fernando (veglienews, ndr), Daniela e Mauro (controvoci, ndr), Nicola (veglieonline, ndr), vi scrivo questa lettera ancora con l’amaro in bocca durante i festeggiamenti della nostra amata festa patronale.

Tra la musica, le luci e la ritrovata voglia di stare insieme, lo sguardo di molti (compreso il mio) è caduto sulla nostra fontana monumentale, tristemente imbrattata e vandalizzata con delle scritte.

La reazione più semplice e immediata, in questi casi, è quella di puntare il dito: prendersela con la politica locale, con l’amministrazione in carica o con l’opposizione, lamentando la mancanza di controlli. Ma questa volta credo che la politica non c’entri. Questa volta il problema siamo noi. O meglio, quella parte della nostra comunità che soffre di una profonda e preoccupante insensibilità culturale.

Un monumento come la fontana di piazza Umberto I non è solo un pezzo di cemento e pietra messo lì a decorare una piazza; è la nostra carta d’identità, è la testimonianza di chi ci ha preceduto, è la bellezza che offriamo a chi viene a visitarci.

Quando qualcuno decide di imbrattarlo, non sta compiendo una semplice “bravata”: sta dimostrando di non avere idea di cosa sia il bene comune.

Sta trattando una cosa che è di tutti come se fosse di nessuno.

Il vero dramma è che anziché valorizzare e promuovere le ricchezze del nostro paese, c’è chi sceglie di distruggerle. Se non siamo noi cittadini i primi custodi della nostra bellezza, nessuna sorveglianza potrà mai salvarci dal degrado.

Proprio per questo, spero che questo brutto episodio non venga dimenticato troppo in fretta, ma che serva da promemoria per il futuro. Abbiamo un disperato bisogno di fare più attenzione a ciò che ci circonda, di non dare per scontati i nostri spazi e, soprattutto, di ricominciare a valorizzare la storia del nostro paese. Conoscere il passato, capire cosa rappresenta e raccontarlo alle nuove generazioni è l’unico modo per proteggerla: perché solo quando impariamo a comprendere il valore della nostra storia troviamo anche la forza e l’orgoglio di difenderla ogni giorno.

Per questo motivo, invito tutti i lettori e i curiosi a fare un passo concreto: andiamo a visitare i tanti siti presenti online che arricchiscono il nostro territorio, oppure entriamo in biblioteca per sfogliare i testi che raccontano chi siamo. Abbiamo la fortuna di avere pagine preziose scritte da studiosi di storia locale che hanno amato e amano profondamente questo paese, tra cui cito in primis i lavori fondamentali di Antonio De Benedittis, Cosimo Fai e Antonio Catamo, ma ne avrei tanti altri da elencare. Ripartiamo da lì, dai loro libri, per riscoprire un orgoglio che nessun graffito potrà mai cancellare.

Un caro saluto.

Giorgio Cappello

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