Comitato Genitori Veglie, cresce l’allarme per lo stato degli edifici scolastici: “Servono risposte chiare e urgenti”

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Lettera e foto del Comitato Genitori degli Alunni Scuole di Veglie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del “Comitato Genitori degli Alunni delle Scuole di Veglie” in fase di costituzione e autorizzato dalla Dirigente Scolastica  a cui hanno aderito attualmente 103 genitori.

Manca ormai poco alla riapertura delle scuole.

Tra qualche settimana bambini e ragazzi torneranno nelle loro aule, le famiglie riprenderanno la routine quotidiana e, come ogni anno, sentiremo parlare di accoglienza, diritto allo studio, comunità educante e attenzione verso le nuove generazioni.

Ma quest’anno, a Veglie, c’è una domanda che non può essere elusa: ”In quali condizioni rientreranno a scuola i nostri figli?”

Non è una domanda provocatoria. Non nasce da una polemica politica, né dall’allarmismo di qualche genitore. Nasce da segnalazioni ufficiali e richieste formali di interventi urgenti, trasmesse nei mesi scorsi al Sindaco e all’Ufficio Tecnico del Comune di Veglie.

Ed è fondamentale chiarire subito un punto: non stiamo parlando soltanto di muri da tinteggiare, giardini da sistemare o piccoli interventi di ordinaria manutenzione.

Stiamo parlando, in più edifici scolastici, di sicurezza.

Scuola Secondaria di primo grado “Prof. Don I. Negro”

Il sistema idrico antincendio e l’allarme antincendio risultano non funzionanti. Le porte d’emergenza di nuova installazione necessitano di revisione perché si aprono con difficoltà e anche una porta REI di un’aula al piano terra non si apre adeguatamente.

E questo è soltanto il primo plesso.

Un edificio, peraltro, riconsegnato in pompa magna dall’Amministrazione dopo recenti interventi di ristrutturazione.

Scuola dell’Infanzia di via “della Pace”

Vengono segnalate infiltrazioni di acqua piovana, porzioni di facciata con distacchi diffusi di intonaco, pavimentazioni da ripristinare e la necessità di controllare la struttura in calcestruzzo della scala che conduce alle coperture.

Ma c’è di più.

Anche qui l’allarme acustico antincendio non è funzionante; alcune porte di emergenza si aprono con difficoltà o risultano interdette all’uso; l’impianto idrico antincendio non è funzionante e l’attacco esterno per i Vigili del Fuoco viene indicato come arrugginito.

Si segnalano inoltre infiltrazioni diffuse dai solai e pavimenti sconnessi nei corridoi che necessitano di urgenti interventi di ripristino.

A questo quadro si aggiungono altre criticità che riguardano la quotidiana fruibilità dell’edificio.

Sono presenti tubazioni in rame dell’impianto di riscaldamento, nelle quali circola acqua a circa 70 °C, posizionate sopra le teste di bambini e docenti e prive di un’adeguata guaina termica di protezione.

I cortili esterni risultano in larga parte non fruibili dai bambini a causa della pavimentazione deteriorata. Sono presenti calcinacci distaccati e ulteriori situazioni di degrado.

Mancano le zanzariere e le tende parasole risultano chiuse e inutilizzabili da anni, perché difficili da aprire e ormai non più funzionali.

Viene inoltre segnalato che gli interruttori elettrici scattano quando vengono alimentati gli scaldavivande della ditta che gestisce la refezione scolastica, una circostanza che merita evidentemente un approfondimento tecnico sotto il profilo della sicurezza.

Diversi gradini dell’ingresso presentano marmi rotti e potenzialmente pericolosi.

E poi c’è una questione già emersa con particolare evidenza durante gli ultimi mesi dell’anno scolastico: le temperature interne che, nei periodi più caldi, superano i 40 °C.

Ci auguriamo che, alla riapertura dell’anno scolastico, siano finalmente installati adeguati sistemi di raffrescamento.

Scuola dell’Infanzia “G. Rodari” – via Taranto e via Fieramosca

Le lampade di emergenza vengono indicate come non funzionanti, la cartellonistica antincendio risulta incompleta e, ancora una volta, l’impianto idrico antincendio non è funzionante.

Ma c’è un passaggio ancora più difficile da ignorare.

Persistono distacchi di calcinacci e porzioni di intonaco in alcune vie di fuga, dovuti a fenomeni di ammaloramento, e viene precisato che tali condizioni hanno reso rischiosi alcuni percorsi interessati dalle vie di esodo dell’edificio e dagli spazi di raccolta previsti dal piano di emergenza.

Parliamo di una scuola dell’infanzia.

Parliamo dei luoghi nei quali trascorrono buona parte della giornata bambini piccolissimi.

Anche qui, però, le criticità non finiscono con gli aspetti antincendio.

Durante i mesi estivi nelle classi sono state registrate temperature superiori ai 40 °C, mentre negli stessi ambienti, nei mesi di gennaio e febbraio, sono stati rilevati circa 13 °C per diverse settimane.

Troppo caldo d’estate, troppo freddo d’inverno.

Mancano inoltre le zanzariere e vengono segnalate diffuse presenze di muffa, anche sugli infissi delle aule.

Le insegnanti non dispongono più di un bagno a loro dedicato, poiché quello esistente è stato trasformato nel vano destinato allo sporzionamento della mensa. Le docenti sono pertanto costrette a utilizzare un bagno di emergenza al piano inferiore, nel quale è presente persino un vasino per bambini.

Anche in questo plesso viene segnalato che gli interruttori elettrici scattano quando vengono alimentati gli scaldavivande utilizzati per il servizio mensa.

Una circostanza che, proprio perché interessa un impianto elettrico all’interno di una scuola dell’infanzia, richiede un urgente approfondimento tecnico.

Scuola Primaria “Marconi”:

Il sistema di allarme antincendio risulta non funzionante e altrettanto non funzionante risulta il sistema idrico antincendio, nella cui centrale tecnica è stata inoltre rilevata una perdita idrica.

Vengono segnalate porte d’emergenza da revisionare, luci d’emergenza non funzionanti, cavi elettrici nelle aule che necessitano di canaline di protezione, cartellonistica di sicurezza carente, interventi antiscivolo sulle rampe e copiose infiltrazioni di umidità su una parete della palestra.

A queste criticità si aggiunge la mancanza di zanzariere nelle aule nelle quali viene consumato il servizio mensa.

E, ancora una volta, il problema delle temperature: durante il periodo estivo anche in questo plesso sono state registrate temperature interne superiori ai 40 °C.

Inoltre il portone di accesso alla palestra, risulta ormai completamente erosa dal tempo, tanto che nella parte inferiore si sono create fessure  molto ampie

Anche per la Marconi auspichiamo che, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, siano stati predisposti adeguati sistemi di raffrescamento.

Scuola Primaria di via “Casa Savoia”:

Qui vengono segnalate porte d’emergenza da manutenere, un malfunzionamento dell’impianto sonoro d’allarme e numerose lampade d’emergenza non funzionanti.

Sul piano delle coperture vengono inoltre rilevate essenze arboree spontanee che, secondo quanto riportato, stanno arrecando seri danni alle strutture.

Ma soprattutto viene richiesto un controllo statico dei solai, con particolare riferimento a quello dell’atrio d’ingresso di via Casa Savoia, dove vengono segnalati fenomeni fessurativi, oltre al solaio dell’area amministrativa e alle parti rivestite in cartongesso non direttamente ispezionabili.

La centrale idrica antincendio necessita inoltre di un “intervento urgente di messa in sicurezza”, a causa di perdite delle pompe e del cancello di accesso divelto.

Anche in questo edificio vengono segnalate diffuse presenze di muffa, comprese quelle sugli infissi, e la mancanza di zanzariere.

Il refettorio risulta di fatto difficilmente praticabile sia durante il periodo invernale sia durante quello estivo a causa delle temperature estreme raggiunte negli ambienti.

Le classi del tempo pieno, da maggio in poi, diventano di fatto difficilmente utilizzabili a causa delle temperature insopportabili.

Viene inoltre segnalata l’assenza di uno scivolo conforme alla normativa per l’accesso al vano destinato allo sporzionamento dei pasti.

C’è infine una criticità che riguarda trasversalmente le scuole dell’infanzia del territorio e che potrebbe apparire meno urgente rispetto a un impianto antincendio non funzionante o a una verifica statica.

Ma non per questo è irrilevante.

Da anni si registra una grave carenza di aree ludiche adeguate.

I pochi giochi rimasti risultano ormai rotti, inutilizzabili e transennati con vecchi nastri bianco-rossi, scoloriti dal tempo.

E forse proprio quei nastri raccontano meglio di tante parole quanto a lungo alcune situazioni siano state lasciate lì.

Parliamo di bambini di 3, 4 e 5 anni.

Per loro il gioco non è un passatempo accessorio. È parte integrante del percorso educativo, della socializzazione, dello sviluppo motorio e della crescita.

È difficile accettare che bambini così piccoli siano privati, da anni, di spazi gioco sicuri, adeguati e realmente fruibili all’interno delle loro scuole.

Non è una questione di decoro. È una questione di priorità.

Di fronte a un quadro simile sarebbe fin troppo facile trasformare tutto nell’ennesimo scontro politico.

Non è questo il nostro compito.

Ma sarebbe altrettanto grave fare l’esatto contrario: minimizzare.

Una comunità deve essere capace di distinguere una buca, una parete da ritinteggiare o un’aiuola trascurata da questioni che riguardano impianti antincendio, vie di fuga, porte di emergenza, infiltrazioni, distacchi di intonaco, verifiche statiche, impianti elettrici, muffe e temperature che rendono alcuni ambienti scolastici estremamente difficili da vivere.

E deve essere capace, soprattutto, di stabilire delle priorità.

Possiamo inaugurare opere, raccontare progetti, pubblicare fotografie e celebrare risultati. Ma nessuna narrazione può sostituire ciò che dovrebbe rappresentare il livello minimo e irrinunciabile dell’azione amministrativa: garantire che i luoghi frequentati ogni giorno dai bambini siano sicuri, controllati, dignitosi e adeguatamente manutenuti.

Non è una concessione.

Non è un favore alle famiglie.

È un dovere.

Ed è necessario sottolineare un altro elemento: molte delle criticità riportate non vengono segnalate oggi per la prima volta.

Le richieste sono state formulate nei mesi passati e, in alcuni casi, criticità analoghe sono state rappresentate più volte nel corso degli anni.

Per questo oggi la domanda diventa ancora più semplice:

Che cosa è stato fatto nel frattempo?

Cosa è stato risolto?

Cosa è stato ripristinato?

Cosa è ancora nelle condizioni indicate nelle segnalazioni?

È questa la domanda che, a nostro avviso, deve essere rivolta pubblicamente all’Amministrazione comunale.

Quali degli interventi richiesti sono già stati eseguiti?

Quali sono attualmente in corso?

Quali saranno completati prima dell’inizio delle lezioni?

Gli impianti antincendio indicati come non funzionanti sono stati ripristinati?

Le porte d’emergenza sono state revisionate?

Le vie di esodo segnalate come rischiose sono state messe in sicurezza?

Il controllo statico richiesto per i solai di Casa Savoia è stato effettuato? E, se sì, con quale esito?

Le infiltrazioni e i distacchi sono stati verificati e risolti?

Gli impianti elettrici che presentano problemi durante l’utilizzo degli scaldavivande sono stati controllati?

Sono stati effettuati interventi sulle muffe?

Sono state individuate soluzioni per garantire temperature adeguate nelle aule, nei refettori e negli altri ambienti frequentati dai bambini?

E cosa si intende fare per restituire finalmente ai bambini delle scuole dell’infanzia spazi esterni e aree gioco degni di questo nome?

Non chiediamo rassicurazioni generiche.

Chiediamo risposte puntuali: plesso per plesso, intervento per intervento.

Perché quando si parla della sicurezza dei bambini la trasparenza non dovrebbe essere percepita come un fastidio, né una richiesta di chiarimenti dovrebbe essere liquidata come polemica.

La scuola non può essere importante soltanto nei comunicati

Negli ultimi anni abbiamo imparato quanto sia facile pronunciare parole come cura, futuro, bambini, comunità.

Molto più difficile è trasformarle in manutenzione quotidiana, programmazione, prevenzione e controllo.

La misura dell’attenzione riservata alla scuola non sta nelle dichiarazioni pubbliche.

Sta anche nello stato di una porta d’emergenza.

Nell’efficienza di un allarme antincendio.

Nella manutenzione di un solaio.

Nella sicurezza di una via di fuga.

Ma sta anche nella temperatura di un’aula in cui un bambino trascorre ore.

In un cortile nel quale dovrebbe poter giocare.

In un ambiente senza muffa.

In un impianto elettrico che deve funzionare correttamente.

In una scuola dell’infanzia nella quale un bambino di tre anni dovrebbe poter uscire in giardino e trovare un gioco, non un nastro bianco e rosso che gli impedisca di avvicinarsi.

Per questo queste richieste meritano una risposta pubblica.

Non perché qualcuno voglia costruire un caso, ma perché è lo stato dei luoghi descritto nelle segnalazioni a spiegare perché quelle domande sono state poste.

E soprattutto perché, prima che suoni la prima campanella, la comunità scolastica ha bisogno di fatti.

Ci sono luoghi nei quali una comunità racconta, più che altrove, quali siano davvero le proprie priorità.

Siamo convinti che le scuole siano tra questi.

E allora vale la pena guardarle, le scuole di Veglie.

Guardarle davvero.

Non attraverso gli annunci, i finanziamenti ottenuti, i rendering, le inaugurazioni o i post istituzionali.

Ma entrando negli edifici e osservando gli spazi nei quali bambini, ragazzi, insegnanti e personale trascorrono ogni giorno molte ore della propria vita.

Perché quando si parla di edilizia scolastica non si parla semplicemente di muri, infissi o impianti.

Si parla di sicurezza.

 Si parla di salute.

 Si parla di dignità.

 Si parla di diritto allo studio.

 E, soprattutto, si parla dei nostri bambini.

Tra qualche settimana suonerà la prima campanella.

Prima di allora, Veglie non ha bisogno di altre rassicurazioni.

Ha bisogno di sapere che cosa è stato fatto.

Quali problemi sono stati risolti.

Quali interventi sono stati eseguiti.

Quali criticità eventualmente permangono.

Perché la domanda con cui abbiamo iniziato resta ancora lì, ed è una domanda semplice alla quale ogni famiglia ha diritto di ricevere una risposta:

in quali condizioni rientreranno a scuola i nostri figli?

Prima che suoni quella campanella, sarebbe giusto saperlo.

Comitato Genitori degli Alunni Scuole di Veglie

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