ANTONIO GRECO: «LETTERA A UNA VEGLIESE FUORI SEDE RIGUARDANTE IL CONSIGLIO COMUNALE»

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«A Veglie è tempo di narcisi»

LETTERA DEL PROF. ANTONIO GRECO

Dal tuo lontano domicilio, mi chiedi che cosa penso del Consiglio Comunale del 26 febbraio 2026.

Anche se presa dagli studi fuori sede, le vicende politiche del nostro paese interessano e riguardano anche te.

In sintesi, a Veglie è tempo di narcisi. Ti racconto.

In Consiglio è risuonato il Vangelo di Luca, per due volte.

La sindaca, dopo aver sostenuto che la sua maggioranza “non solo sta lavorando bene ma sta lavorando anche in prospettiva”, ha aggiunto: “Vedete, Luca nel Vangelo diceva: “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” (minuto 1:49:56 della registrazione).

Dopo circa dieci minuti, dall’opposizione, l’ex sindaco ha replicato: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, capitolo 11 del Vangelo di Luca, se lo vada a leggere” (2.03:40).

Citazioni entrambe sbagliate: il Vangelo di Luca non contiene queste citazioni, né nel capitolo 11 né altrove.

Il primo è un antico proverbio popolare; il secondo ha origine latina. Il Vangelo non c’entra nulla.

Si potrebbe sorridere di questo abbaglio, che al massimo danneggia chi lo ha commesso con leggerezza. Ma quelle cinque ore di consiglio – in cui si discutevano temi importanti come il Documento Unico Programmatico, il Bilancio di previsione 2026, La mensa scolastica … ecc.– hanno trovato proprio in quell’errore lo specchio di un clima più profondo: accuse reciproche, maggioranza contro opposizione, ciascuno convinto che l’altro non voglia vedere o sentire la realtà.

Dopo tre anni di amministrazione, il consiglio comunale continua a vivere di pregiudizi e ostinazioni: da una parte tutto è ben fatto, dall’altra tutto è negativo. In mezzo, però, scompaiono i cittadini e i loro bisogni. Restano solo i narcisi urlanti.

Ti faccio un esempio concreto: la discussione sulla mozione della minoranza per eliminare la Tosap sui passi carrai. Tema caldo, tassa odiata.

Undici interventi. Tutti d’accordo su una premessa: è una tassa da eliminare.

Conclusione: per quest’anno si continuerà a pagare.

In mezzo, quasi un’ora di accuse:

“Il regolamento è del 2021, approvato dall’attuale minoranza”, dice un assessore con voce alterata.

– “Sono passati tre anni, quando finite di scaricare sul passato? Siete voi che dovete dare risposte alla cittadinanza”, replica l’opposizione.

“Il metodo della mozione non è condivisibile; perché non è stato fatto un emendamento al bilancio?” si è detto anche dai banchi della maggioranza (e viene da chiedersi: se ci fosse stato, la maggioranza lo avrebbe approvato?).

Accuse di demagogia, di strumentalizzazione, di voler creare un clima di sommossa. E dall’altra parte: “È avvilente sentire certe critiche: come si fa a fare un emendamento al bilancio se prima non si modifica il regolamento? La verità è che non volete togliere questa tassa, nonostante la promessa elettorale della sindaca di eliminarla entro i primi cento giorni”.

Fino alla “chicca” finale: un consigliere di maggioranza promette che, se nel bilancio di previsione 2027 la tassa non sarà eliminata, si dimetterà.

Dichiarazione forse sincera, ma politicamente fragile. Perché impegnarsi per il prossimo anno quando poteva farlo in questo? Se fai parte della maggioranza che decide, il tuo voto conta ora, non solo domani. La stabilità è un valore, certo. Ma, quando sono in gioco scelte che toccano davvero i cittadini, esistono anche il voto contrario o l’astensione, senza dover evocare dimissioni. O forse nella maggioranza regna un’unanimità senza spirito critico? Chi alza la mano in maggioranza solo per non scompaginare il gregge o per mantenere la poltrona, non ignora i cittadini che l’hanno votato?

Ma c’è un punto ancora più grave, che voglio condividere con te.

Ho letto la Relazione finale sulla performance anno 2024 (leggi in calce all’articolo, ndr), firmata dal Segretario generale (purtroppo senza data!). La “performance” è il sistema che misura, con un punteggio, i risultati raggiunti dall’ente e il loro impatto sui cittadini. Al Comune di Veglie dal Nucleo di Valutazione (esterno all’ente, nel caso di Veglie è il NdV dell’Union3) è stato dato il punteggio di 95/100 per il 2024. Mentre per la performance individuale che riguarda il contributo del singolo dipendente, basato su risultati e comportamenti (valutato dal responsabile del settore a cui appartiene) è stato dato il punteggio di 87.6/100 per il 2024.

(Un inciso: i due punteggi 95 e 87.6 non coincidono. Perché? C’è qualcuno che lavora più degli altri per raggiungere risultati organizzativi accettabili? Ma non è questo che interessa in questa sede né interessa discutere la relazione del Segretario o il lavoro del N.d.V.).

Non è sui numeri che voglio soffermarmi. È su un passaggio della relazione, che riguarda i “Giudizi espressi dai cittadini e dagli utenti interni”:

 “La situazione è la stessa, nel senso che solo in alcuni settori vengono acquisiti giudizi di valutazione degli utenti sull’efficacia dei servizi prestati. Non si conoscono gli effetti di tali giudizi e manca una iniziativa dell’ente in quanto tale”.

“L’entrata in vigore dell’art.19 bis del d.lgs n. 150/2009 impone l’introduzione di uno strutturato sistema di acquisizione di giudizi nell’ambito della partecipazione dei cittadini alla vita del Comune. Non vi è miglioramento rispetto agli anni passati”.

Tradotto: la partecipazione dei cittadini alla valutazione dei servizi non è una scelta politica facoltativa, ma un obbligo di legge. E questa amministrazione, di fatto, non si è dotata di un sistema serio per ascoltare i cittadini (e facciamo un esempio: uno strumento che stava funzionando – la commissione di genitori per la mensa scolastica – è stato del tutto ignorato).

E allora ti chiedo: maggioranza e opposizione rivendicano di lavorare tanto, di fare bene o di fare male. Lo dicono loro, ma con quale autorevolezza e credibilità?

Al di là del voto per la prossima amministrazione, qual è oggi – nel 2024, nel 2025 – il giudizio dei cittadini sui servizi e le attività del Comune?

Senza questo giudizio, imposto dalla legge prima ancora che dal buon senso, restano solo 17 narcisi: fiori primi a fiorire, ma incapaci di fare primavera.

Tu che studi fuori, che forse un giorno tornerai con idee nuove e competenze fresche, non dimenticare che la politica locale ha bisogno di occhi che vogliono vedere e orecchie che vogliono ascoltare. Soprattutto dei suoi giovani.

Con affetto e con un po’ di amarezza.

27 febbraio 2026

Antonio Greco

Post scriptum: mi dici che non puoi tornare a casa per votare il 22 e 23 marzo per il referendum su una legge che intende modificare sette articoli della Carta Costituzionale. Se ti fai nominare rappresentante di seggio di un Comitato puoi votare lì dove sei.

>>> LINK PER SCARICARE LA RELAZIONE FINALE 2024 >>> 


Video Consiglio Comunale di Veglie del 26 Febbraio 2026

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