Dott. Fabio Coppola: «LA PINETA DI TORRE DELL’ORSO»

0
227

LA PINETA DI TORRE DELL’ORSO

Lettera del dott. Fabio Coppola

Situata sulla costa adriatica nel territorio di Melendugno, dove fino al secolo scorso si trovava la palude “Brunese”, che rendeva l’area inospitale e malarica a causa della presenza della zanzara anofele.

La palude fu bonificata nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale dall’Opera Nazionale Combattenti, un ente che curava l’assistenza e il collocamento lavorativo dei reduci.

La palude era alimentata dall’omonimo corso d’acqua, tuttora visibile, che non poteva defluire al mare a causa dello sbarramento delle dune costiere. Pertanto occorreva imbrigliare il cordone dunale, consentendo il libero sbocco a mare delle acque.

Il lavoro di ricerca d’archivio è di Raffaele Congedo, comandante provinciale leccese del Corpo Forestale dello Stato.

Data del progetto 22 aprile 1932, consegna dei lavori prevista nel 1936, intervento su una superficie di Ha 7.00.00 con un importo di diecimila lire.

L’area era priva di strada, pertanto le piantine, i semi e il terreno vegetale venivano portati a spalla dalla località limitrofa “Piccola Sentinella”. Per proteggere dalla sabbia e dal vento le piantine messe a dimora, venivano utilizzate file di incannucciata, tecnica che il Corpo Forestale aveva già impiegato nel Lazio, in Sardegna, nella Maremma, e nel deserto della Libia e della Somalia. Le specie messe a dimora erano talee di Mesembrianthemum, Inula viscosa, tamerici, ginepro.

I pini d’Aleppo in fascia retrodunale avevano e hanno l’importante funzione di trattenere la sabbia e filtrare il vento ricco di salsedine, proteggendo quindi la fertilità dei terreni agricoli dell’entroterra.

Tutte le pinete costiere salentine sono attualmente minacciate dalla pressione turistica. Attraversando le pinete in modo disordinato per accedere in spiaggia, oppure sostando all’ombra per effettuare pic-nic, centinaia di turisti distratti o inconsapevoli con l’eccessivo calpestio dissestano il terreno, lasciando scoperte le radici degli alberi compromettendone stabilità e sopravvivenza.

Veglie, 12/03/2020

Dott. Fabio Coppola

LEAVE A REPLY