LOCALITA’ TROALI: IMPIANTO RECUPERO INERTI

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IL COMITATO AMBIENTE SANO VIGILA SULL’ITER PROCEDURALE

PER IL RILASCIO DELL’AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE

Lettera del Comitato Ambiente Sano

Il Comitato Ambiente Sano in data 16/5/14  ha inviato alla Redazione di Veglie News, richiedendone la pubblicazione, un documento indirizzato:

AL COMMISSARIO PREFETTIZIO COMUNE DI VEGLIE

AL SEGRETARIO GENERALE

AL RESPONSABILE DEL SUAP ING. MAURO MANCA

 e, p.c.

AL DIRIGENTE DEL SERVIZIO AMBIENTE PROVINCIALE -LECCE ING. DARIO CORSINI

AL DIRIGENTE DEL SEVIZIO ATTIVITA’ PRODUTTIVE PROVINCIALE-LECCE DOTT. SERGIO MARTINA

nel quale pone l’attenzione sulla richiesta di “AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE PER L’IMPIANTO DI ESTRAZIONE E FRANTUMAZIONE DEL CALCARE, DI PRODUZIONE CONGLOMERATI BITUMINOSI E DI RECUPERO RIFIUTI INERTI SITO IN VEGLIE, LOCALITA’ TROALI”.

Di seguito il testo del documento:

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DOCUMENTO

Il Comitato Ambiente Sano opera sul territorio di Veglie ormai dal 2008, indirizzando la sua attività nei confronti della tutela e della valorizzazione del territorio locale.

A tal fine, non si può esimere dal dovere di informare la cittadinanza tutta e in particolare i soggetti che, per la vicinanza, potranno subire danni a causa di una elevata e concentrata attività industriale, di quanto avviene in località Troali.

La ditta F.lli Panarese s.r.l., già proprietaria e soggetto gestore del bitumificio collocato in tale area, ha avanzato, presso gli organi competenti, richiesta di“AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE PER L’IMPIANTO DI ESTRAZIONE E FRANTUMAZIONE DEL CALCARE, DI PRODUZIONE CONGLOMERATI BITUMINOSI E DI RECUPERO RIFIUTI INERTI SITO IN VEGLIE, LOCALITA’ TROALI”.

Si consideri che, ad una attività già di per sè altamente inquinante, quale quella del bitumificio, che l’art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie indica comeIndustria insalubre di prima classe, si affiancherà e aggiungerà l’attività di discarica di inerti, così che aumenterà notevolmente l’attività industriale in quell’area, nonché l’emissione di fumi nell’aria circostante.

Il Comitato, pertanto, proprio alla luce delle ragioni che lo spingono ad intervenire sul territorio, ritiene che il primo dovere delle autorità competenti sia quello di procedere ad una rigorosa valutazione dell’impatto sanitario circa i potenziali effetti nocivi delle sostanze inquinanti che già emettono gli impianti esistenti, ai quali si andranno ad aggiungere quelli da costruire.

Non si può infatti cedere al ricatto di uno scambio salute-lavoro.

Peraltro, data la posizione geografica occupata dall’impianto esistente nonché da quello realizzando, che confina con la zona PIP i cui lotti sono già stati assegnati, vanno tutelate, con pari dignità, le ulteriori attività economiche che in quella area a breve andranno a sorgere.

Ed ancora, proprio perché l’impianto sorge in un’area agricola, ricca di colture di pregio quali uliveti e vigneti, appare ancora più necessario, da un lato, l’interessamento della società civile e dall’altro l’impegno da parte delle autorità che tutto avvenga nel rispetto delle regole e con la maggiore possibilità di tutela dell’ambiente.

Da ultimo, si consideri che l’area è vicinissima al centro abitato: poche decine di metri la distanziano dai primi nuclei abitativi, qualche centinaio invece dalla Scuola Media e da luoghi di interesse culturale (Convento dei Francescani e la cripta della Favana).

Proprio per quanto appena descritto, il Comitato Ambiente Sano, in attuazione di quanto previsto nello statuto, vigila sull’ iter procedurale diretto al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale, al fine di assicurare e assicurarsi che gli organi competenti e la stessa ditta proponente svolgano con scrupolo e rigore quanto di loro competenza.

Il Comitato Ambiente Sano si mette quindi a disposizione di quanti vorranno avere maggiori informazioni in merito alla vicenda e vorranno offrire il loro apporto ed il loro sostegno alla questione.

 

Comitato Ambiente Sano

 

 

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