V. PATI: «QUALITÀ DELLA VITA TRA LECCE E MILANO»

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«La qualità della vita è un parametro molto soggettivo, un po’ come la bellezza o il gusto»

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Considerazioni sulla “Classifica qualità della vita nei territori delle diverse province italiane” del Sole 24 Ore

Lettera di Vito Pati

È ancora fresca di stampa la pubblicazione su “Il Sole 24 ore” della consueta classifica sulla qualità della vita nei territori delle diverse province italiane.

I parametri di riferimento sono tanti: si va dal tenore di vita a servizi & ambiente, passando per tempo libero, ordine pubblico, lavoro & occupazione. Ogni categoria contiene varie sotto-categorie e dal dossier pubblicato sulla pagina web del quotidiano è possibile analizzare il punteggio attribuito a ognuna di esse.

Da cittadino di una delle provincie cadute più in basso nella classifica (Lecce, posizione 105) il mio amico Earnest, detto “lo scettico” dagli amici del bar, inizia a confrontare i diversi punteggi ottenuti dalla sua provincia con quelli della provincia di Milano, virtuosissima e pertanto meritevole del secondo posto.

A Milano gli affari vanno meglio e i lavoratori inoccupati/disoccupati sono pochi: il mio amico Earnest ne prende atto e si chiede in cosa “quelli del Sud” dovrebbero migliorare. I Milanesi, per esempio, esportano il 20% in più rispetto ai compatrioti Leccesi, il che aiuta a mantenere un tasso di occupazione ben più elevato. Bisogna prendere esempio.

L’amico continua il suo certosino lavoro di analisi. È la volta dell’Ordine Pubblico. Earnest è perplesso: Milano ottiene un gran vantaggio rispetto a Lecce, pur avendo la prima un numero di scippi, furti in casa, rapine e frodi informatiche proporzionalmente più elevato rispetto alla provincia salentina .  “Chissà – dice Onesto benpensante – si sarà trattato di una svista dei redattori”.

L’infaticabile analista sposta poi l’attenzione sulla categoria Servizi & Ambiente, ma la situazione della sua provincia non migliora: tanti salentini preferiscono ricevere cure in altre regioni e i Giudici leccesi sono lenti rispetto ai colleghi milanesi. Cerco di spiegare al mio amico Earnest che questo dato dipende anche dal tipo di causa che il giudice affronta: non è uguale dirimere una controversia tra due futuri ex coniugi che si strapperebbero volentieri le orecchie a morsi e una lite tra due imprenditori che, se possibile, vorrebbero continuare a collaborare e che probabilmente raggiungeranno un accordo prima della decisione definitiva del Giudice (alleggerendo così il carico di lavoro dei Tribunali). Ma i dati sono dati e l’amico Earnest non vuole sentir ragioni.

Continua a leggere e s’imbatte nella voce “Indice Legambiente”, un indice ricavato da una ricerca dell’Associazione sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia con la quale gli attivisti del gruppo puntano il dito contro smog, scarso uso delle energie rinnovabili e abuso dei mezzi di trasporto privati (a discapito di bus e mezzi pubblici). Lecce ottiene 474 punti contro Milano che ne ottiene 651: una differenza di ben 177 punti. “I fumi dell’ Ilva e della centrale a carbone di Cerano – pensa Earnest –  non aiutano a ottenere un punteggio alto, anche qui bisogna migliorare!”.

Tuttavia, senza per questo voler criticare il lavoro svolto da Legambiente, è curioso che proprio pochissimi giorni dopo la pubblicazione del dossier de “il Sole 24 ore” la Giunta del Comune di Milano abbia deciso di vietare l’uso di mezzi privati a motore dal 28 al 30 Dicembre. Causa inquinamento, smog e alta concentrazione di polveri sottili nell’aria. Non solo, sembra che anche le città di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni (comuni della provincia milanese) abbiano deciso di adottare uguali misure anti-smog.

“Ma come – si domanda Earnest – non era proprio la provincia di Milano ad aver raggiunto un ottimo secondo posto nella classifica grazie (anche) ai bassi livelli di inquinamento? Non era questa la provincia che aveva superato di ben 177 punti la provincia salentina nella quale, però, le auto restano libere di circolare?”. Dubbi privi di risposte attanagliano il mio caro e scettico amico.

Dubbi che diventano ancora più forti alla lettura della prima pagina del quotidiano “La Stampa” (versione on-line del 24 Dicembre) che recita “Lo smog a livelli record: dopo Milano stop totale delle auto anche a Roma”. La Capitale raggiunge un dignitosissimo 16esimo posto nella classifica sopra citata, con ben 39 punti in più rispetto a Lecce rispetto all’“Indice Legambiente” di cui sopra. Eppure, sembra proprio che anche nella provincia capitolina i mezzi a motore resteranno in garage  per un po’ a causa dell’aumento preoccupante delle polveri sottili nell’aria.

L’amico Earnest è sempre più perplesso e dopo l’attenta analisi giunge alla conclusione che forse il  dossier sulla qualità della vita nelle provincie italiane non rispecchia l’indiscussa fama, autorevolezza capacità di analisi di un giornale come “Il sole 24 ore”. E ne resta deluso.

La qualità della vita è un parametro molto soggettivo, un po’ come la bellezza o il gusto. Ma se proprio si prende la decisione di misurarla, ci si aspetta almeno l’accortezza di una analisi attenta e precisa di tutti i parametri presi in considerazione, soprattutto da parte di un quotidiano così letto e diffuso come “Il sole 24 ore”. “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ripeteva sempre un famoso supereroe Marvel. Si spera che “Il Sole 24 ore” se ne ricordi in futuro prima di pubblicare classifiche con un impatto così forte sull’opinione pubblica.

L’amico Earnest offre vitto e alloggio gratuito ai lettori della classifica che non hanno mai visitato  la provincia di Lecce, col fine di smentire quanto affermato dal quotidiano rosa. E prima di tornare a casa mi fa notare un’ultima sottigliezza. Il fatto di avere meno asili nido rispetto alla provincia milanese è (anche) segno della presenza di un maggior numero di nonni disponibili ad accudire i nipotini durante le ore di lavoro dei genitori. E io, che coi miei nonni ci sono cresciuto, non me ne dispiaccio affatto.

27 Dicembre 2015

Vito Pati

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