Nella sera del 25 Agosto scompare improvvisamente a 51 anni don Alessandro Luperto, parroco della Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino, originario di Veglie
Nella serata del 25 Agosto è improvvisamente mancato a soli 51 anni don Alessandro Luperto di Veglie, parroco della Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino. Una pesante perdita per la Diocesi Brindisi-Ostuni e per la comunità di Veglie.
Già nella stessa giornata don Alessandro si era recato per un controllo presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giuseppe” di Copertino (Lecce) a causa di un malore ma le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.
Proprio a Maggio di quest’anno don Alessandro aveva celebrato 24 anni di sacerdozio e a giugno di questo stesso anno era stato nominato assistente unitario regionale dell’Azione cattolica Puglia.
La prematura scomparsa di don Alessandro ha sconvolto la comunità vegliese e tanti amici e concittadini che lo avevano conosciuto.
Così lo ricorda la sindaca di Veglie Mariarosaria de Bartolomeo: «La scomparsa del caro Don Alessandro Luperto colpisce e addolora profondamente la nostra comunità. Con lui perdiamo un uomo perbene e un sacerdote che ha vissuto la propria vocazione con autenticità, facendo della fede non soltanto una parola, ma una testimonianza quotidiana di umanità, disponibilità e attenzione verso gli altri. In questo momento di grande tristezza resta il ricordo del bene che Don Alessandro ha saputo donare e delle tracce che la sua presenza ha lasciato nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Perché il bene non si perde, continua a vivere nelle persone che lo hanno ricevuto. Alla sua famiglia, ai confratelli e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, giunga il sentimento della nostra più sincera vicinanza. Ciao, Don Alessandro. Ci mancheranno la tua presenza discreta, la tua umanità e la tua fede. Che il Signore, al quale hai affidato la tua vita e il tuo ministero, possa ora accoglierti nella Sua luce e donarti la pace eterna. La tua Veglie»
Questo il ricordo di Cosimo Durante Presidente del GAL Terra d’Arneo: “La prematura scomparsa di Don Alessandro Luperto lascia un vuoto profondo nel cuore di tutti noi e di quanti hanno avuto la grazia di conoscerlo. Per tanti anni è stato parroco, guida spirituale e presenza preziosa tra la gente. È stato una guida e un importante punto di riferimento per l’Azione Cattolica e per la Comunità della Terra d’Arneo, accompagnando con dedizione e passione tanti nel loro cammino di fede e di impegno. La sua testimonianza, la sua umanità e il bene seminato negli anni continueranno a vivere nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Di fronte a una morte così prematura, le parole sembrano insufficienti. Ci restano il suo esempio, la sua fede e il ricordo di una persona che ha saputo lasciare un segno profondo nei nostri cuori. Che il Signore lo accolga nella sua luce e conceda conforto alla sua famiglia, ai suoi cari, all’Azione Cattolica e alla Comunità della Terra d’Arneo. Riposa in pace, Don Alessandro. Il tuo cammino terreno si è concluso troppo presto, ma il bene che hai seminato continuerà a dare frutto.”
Numerosi sono i messaggi di cordoglio apparsi in queste ore sulle bacheche facebook di quanti lo hanno conosciuto. Di seguito ne riportiamo solo alcuni con le foto che li accompagnano:
Mariarosaria De Bartolomeo Sindaco – La scomparsa del caro Don Alessandro Luperto colpisce e addolora profondamente la nostra comunità. Con lui perdiamo un uomo perbene e un sacerdote che ha vissuto la propria vocazione con autenticità, facendo della fede non soltanto una parola, ma una testimonianza quotidiana di umanità, disponibilità e attenzione verso gli altri. In questo momento di grande tristezza resta il ricordo del bene che Don Alessandro ha saputo donare e delle tracce che la sua presenza ha lasciato nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Perché il bene non si perde, continua a vivere nelle persone che lo hanno ricevuto. Alla sua famiglia, ai confratelli e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, giunga il sentimento della nostra più sincera vicinanza. Ciao, Don Alessandro. Ci mancheranno la tua presenza discreta, la tua umanità e la tua fede. Che il Signore, al quale hai affidato la tua vita e il tuo ministero, possa ora accoglierti nella Sua luce e donarti la pace eterna. La tua Veglie.
Edmondo Moscatelli, Sindaco di San Pancrazio – Ci lascia oggi un Uomo Speciale, un grande Amico, la Nostra Guida Spirituale, rimango attonito e incredulo….. nel pomeriggio il tuo messaggio dal Pronto Soccorso nessuno di noi due poteva pensare che sarebbe stato l’ultimo…ti voglio bene Don Alessandro l’intera Comunità rimane orfana e in triste lutto
Cosimo Durante Presidente del GAL Terra d’Arneo: “La prematura scomparsa di Don Alessandro Luperto lascia un vuoto profondo nel cuore di tutti noi e di quanti hanno avuto la grazia di conoscerlo. Per tanti anni è stato parroco, guida spirituale e presenza preziosa tra la gente. È stato una guida e un importante punto di riferimento per l’Azione Cattolica e per la Comunità della Terra d’Arneo, accompagnando con dedizione e passione tanti nel loro cammino di fede e di impegno. La sua testimonianza, la sua umanità e il bene seminato negli anni continueranno a vivere nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Di fronte a una morte così prematura, le parole sembrano insufficienti. Ci restano il suo esempio, la sua fede e il ricordo di una persona che ha saputo lasciare un segno profondo nei nostri cuori. Che il Signore lo accolga nella sua luce e conceda conforto alla sua famiglia, ai suoi cari, all’Azione Cattolica e alla Comunità della Terra d’Arneo. Riposa in pace, Don Alessandro. Il tuo cammino terreno si è concluso troppo presto, ma il bene che hai seminato continuerà a dare frutto.”
Don Cosimo Posi – Non ci sono parole, caro don Alessandro, per questa tua morte improvvisa, assurda, beffarda. Siamo tutti basiti, increduli, sgomenti. Ora però é il momento del silenzio e della preghiera per i nostri cuori graffiati da un dolore impietoso, inconsolabile, immenso. Anche se non ci esime di essere pieni di rabbia furiosa, al solo sospetto delle solite leggerezze della spudorata malasanità, tutte ancora da accertare e che è doveroso accertare per fare luce sulle eventuali, mancate responsabilità da parte di incompetenti allo sbaraglio. Caro Alessandro, siamo cresciuti insieme, da ragazzi e da giovani, nella stessa comunità parrocchiale di Veglie, sotto la guida premurosa del nostro amato e compianto parroco don Vito Frassanito, che ha incoraggiato fin dalla più tenera età la nostra vocazione e ha sostenuto con pazienza e tenacia la nostra crescita umana e spirituale. Di pochi anni più piccolo, hai voluto condividere con me, durante gli anni della tua formazione in seminario, lotte e fatiche, dubbi e sogni, perplessità e speranze. Siamo rimasti sempre legati da affetto discreto e stima reciproca, anche se il ministero ci ha portati su strade diverse e non abbiamo avuto la possibilità di collaborare più da vicino. Di te ho sempre ammirato la capacità di reinventarti, di ricominciare, di non abbatterti, di sdrammatizzare, di prendere il largo, senza fossilizzarti su conquiste di piccolo cabotaggio. E quella genuina giovialità che esibivi, senza patetici autocompiacimenti, nelle serate di festa paesana, unita a un immancabile, largo sorriso che sfoderavi davanti a tutti e a quella tua voce calda e intonata sulle note della tua fidata fisarmonica. Da te trasudava passione per la vita, umorismo intelligente, allegria contagiosa. Le tue qualità umane, intellettuali e pastorali sono sotto gli occhi di tutti. Sei stato un prete innamorato della tua scelta, capace sempre di dire una parola libera, saggia, costruttiva, mai banale, mai scontato. Mi mancheranno le tue battute di spirito, la tua inguaribile voglia di vivere e la condivisione di quella fitta e segreta trama di lieti ricordi d’infanzia che di tanto in tanto ancora ci scambiavamo e che ci facevano fremere e ridere di gusto. Sei stata una di quelle persone oneste con se stesse, di quelle che lasciano un segno indelebile nella vita degli altri, di quelle, incontrate le quali, non risulta più possibile continuare a vivere come se siano passate invano. Riposa in pace, caro don Alessandro. Il bene seminato da te con generosità contribuirà a disegnare, in chi ha avuto la fortuna d’incontrarti, orizzonti luminosi di speranza.
AC Brindisi-Ostuni – “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me non morrà in eterno.” Gv 11, 25-26
Il Signore ha accolto nel suo abbraccio misericordioso il nostro amato Assistente unitario, don Alessandro Luperto. È un momento di umano sconforto e di profondo dolore. Perdiamo un padre amorevole, una guida saggia e un Assistente innamorato dell’Azione Cattolica, che ha servito e accompagnato con umiltà, sapienza e dedizione. Ora ti affidiamo don Alessandro alla luce senza tramonto del Signore Risorto con l’intercessione dei Santi dell’Azione Cattolica e di Maria Madre nostra. Ciao don Alessandro. Grazie per tutto il bene che hai donato alla nostra famiglia associativa.
Azione Cattolica Regione Puglia – Don Alessandro Luperto aveva detto da pochi mesi il suo sì al servizio regionale dell’Azione Cattolica di Puglia, accogliendolo con la gioia e l’entusiasmo che già avevamo conosciuto negli anni in cui aveva accompagnato l’AC pugliese come Assistente ACR. Come Assistente unitario lo avevamo incontrato per la prima volta insieme ai presidenti diocesani il 13 giugno scorso, a Nardò. Era l’inizio di un nuovo cammino da condividere e ci aveva colpito, ancora una volta, la sua disponibilità, la sua passione e il suo luminoso sorriso. Poi, appena qualche settimana fa, abbiamo vissuto “Orizzonti Mediterranei” a Bari. Le mani strette, gli incontri, la gioia di ritrovarci insieme e di sentirci parte di un unico cammino. Anche lì don Alessandro c’era, con la sua presenza discreta e il suo contagioso entusiasmo. Oggi facciamo fatica a pensare che quel cammino terreno si sia già interrotto, ma ci conforta la certezza che il bene seminato non va perduto e che la sua voce, la sua passione e la sua amicizia continueranno ad accompagnare i passi dell’Azione Cattolica di Puglia.
Grazie per quel tuo sì “regionale”, carissimo don Alessandro nostro. Ti affidiamo al Signore. In Lui continueremo a camminare ancora e per sempre insieme.
La Delegazione regionale dell’Azione Cattolica di Puglia
AC Diocesi Molfetta – Con profondo dolore, ma con la certezza della Risurrezione, l’Azione Cattolica della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi piange la scomparsa del nostro caro don Alessandro Luperto, Assistente Regionale AC. Don Alessandro non è stato solo una guida spirituale, ma un vero fratello di cammino per la nostra regione. Ricorderemo sempre la sua immensa generosità, il suo tratto mite e l’amore smisurato con cui ha servito la Chiesa e la nostra associazione, lasciando un segno indelebile nei cuori di chi l’ha conosciuto. Ci stringiamo in un abbraccio di preghiera e affetto ai suoi cari e alla Chiesa di Puglia. Grazie di tutto, don Alessandro. Riposa nella pace del Signore.
AC AnnunziataMesagne – L’ultimo nostro post era stato dedicato proprio a lui e alla sua nomina ad assistente unitario dell’AC regionale… oggi purtroppo un nuovo post a lui dedicato, ma questa volta di dolore, perché piangiamo la scomparsa del caro don Alessandro Luperto… lo affidiamo alla misericordia del Signore e preghiamo per la sua famiglia e per tutte le persone che gli hanno voluto bene. A-Dio don Alessandro, continua a sostenerci da lassù!
Volontari AIRC San Pancrazio Salentino – Grazie don Alessandro, grazie per il bene che hai seminato, grazie per l’amore che hai testimoniato.
Riccardo Rizzato – Sono passati un po’ di anni…ma ricordo tutto di quel momento della mia vita…io ero in seminario ispirato e motivato per quella bellissima scelta che avevo intrapreso, tu il rettore dell’istituto. Eri colui che ci osservava, educava, e nei momenti più tranquilli eri anche capace di essere, oltre al tuo incarico, una figura piena di tanta passione, cura e vicinanza! In questa foto guardavamo insieme la TV, tutti insieme e io accanto a te…perché comunque, a modo tuo, ci hai sempre tenuto a me, anche ad essere magnanimo e fiducioso in alcuni miei momenti particolari della vita quotidiana li dentro. Oggi, e salto tante di quelle vicissitudini ed esperienze vissute insieme di quel periodo, ho saputo la triste notizia…che sei andato via don Ale…polmonite fulminante. Nn ci credo…e non voglio crederci… Persona, uomo, sacerdote…educatore e “padre” di famiglia in quei anni di seminario, da invidiare! Buon viaggio don, e da lassù, ora, continua ad essere attento osservatore e pastore della tua gente! Quella che nei ricordi e nelle tue esperienze pastorali ti porti dentro e,da ora, in eterno! Amen. Per don Alessandro Luperto da Riccardo
Gianni Nestola – Abbiamo condiviso un’intera vita, sei stato presente nei momenti più importanti della mia vita…Abbiamo preso ognuno la propria strada ma ogni volta che ci rivedevamo era una gioia immensa, in memoria dei vecchi ricordi. Oggi forse qualcuno ha deciso che le cose dovevano andare in questo modo…ma è comunque difficile accettarlo. Rimarrai una persona come poche: solare, altruista, vitale e generosa. Fai buon viaggio cugino caro… Fai buon viaggio Don Alessandro
Parrocchia Ss Pancrazio e Francesco D’ Assisi San Pancrazio Salentino – «Vieni, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore» (Mt 25,21.23) Ci sentiamo come orfani di fronte a questa triste notizia e il nostro cuore è ancora incredulo. Con la mente ripercorriamo tanti episodi allegri e spensierati; sui nostri cellulari rimbalzano foto nelle quali tu eri sempre in mezzo a noi. E mentre attraversiamo il mistero della Pasqua, che ogni domenica abbiamo celebrato insieme, cerchiamo, tra le lacrime, le parole della Risurrezione. Ci manchi già tantissimo, don Alessandro!
Volontari AIRC San Pancrazio Salentino – Notizie che scuotono la vita … La carezza di un ricordo sempre vivo, la pienezza delle sue parole, il sorriso come insegnamento, il suo sguardo che ti cerca, la nostalgia del volto, la tristezza di chi resta, le domande di una vita, la preghiera del cuore: riposa in pace don Alessandro tra le braccia del Signore. Grazie per il bene che hai donato alla nostra comunità.
Mariapaola Chimienti – Il 26 Agosto non è solo Sant’Oronzo ma anche Sant’Alessandro…lo hai ripetuto tante volte … Hai deciso di festeggiare in modo eccezionale quest’anno: buona festa onomastica Don Alessandro in Paradiso! Ti accolgano gli angeli … Non dimenticarti di noi!
Marco Zimmari – Ricordo come ieri le domeniche mattina, la tua celebrazione era quella delle 9,30 insieme a don Amelio, ed io ero lì a farti da ministrante, un fiume di bambini e persone che riempivano quella chiesa, le tue omelie piene di insegnamenti che porterò sempre nel mio cuore. A Dio don Alessandro veglia su di noi.
Associazione Festa Patronale San Pancrazio – Ciao Don Alessandro, sei stato una persona speciale, una guida preziosa e un amico per tutti noi. La tua presenza, il tuo esempio e il tuo affetto rimarranno sempre nei nostri cuori. Ti porteremo sempre con noi, con gratitudine e affetto. Il Presidente e tutto il Comitato della Festa Patronale.
Stefania Stifanelli – Ciao Don Alessandro, compagno di classe e di risate… Ogni nostro incontro era un’esplosione di abbracci, affetto sincero e stima reciproca, era sempre una grande gioia rivedersi. Riposa in pace anima buona.
Antonella De Marco – Carissimo Don Alessandro, che dispiacere apprendere questa notizia, non ci volevo credere e ho sperato tanto che fosse non vera. Eravamo vicini di casa, abbiamo giocato insieme. Sembra ieri quando la mia mamma mi chiamò entusiasta per dirmi che eri diventato sacerdote. Ricordo quando venivi a trovare il mio papà, allettato ormai da anni con la sua brutta malattia, e tu ogni volta avevi una preghiera per lui e una parola di conforto per la mia mamma e me. Un giorno, poco prima di Natale, arrivasti a casa della mia mamma con il vescovo per fare la benedizione a mio padre e per confortare noi ( custodisco ancora il carillon che portasti con la raffigurazione del presepe). Esattamente 20 anni fa come oggi eri vicino al letto di morte del mio caro papà, e 5 anni dopo venisti a dare l’ultimo saluto alla mia cara mamma. Buono, generoso, persona dal cuore grande come poche. Il Signore ti ha chiamato a se, ora sei al suo cospetto ad ammirare la luce del suo volto. Prega per i tuoi cari e per tutti coloro che ti hanno amato e rispettato. Un abbraccio fin lassù Don Alessandro. Ora il cielo ha una stella in più che brilla.
Andrea Coppola – carissimo don Alessandro, alla notizia della tua improvvisa dipartita, ancora tutt’ora resto senza parole ma ti dico sempre e solo GRAZIE per la tua straordinaria e indimenticabile Amicizia; GRAZIE per le tue umili parole di incoraggiamento e consigli che hanno e continueranno a plasmare il mio essere. In questo momento, le parole non servono; serve solo tanta preghiera e conforto per la tua straordinaria famiglia e per me che – come tanti altri – ho avuto il piacere e l’onore di conoscerti e condividere insieme il cammino di Fede grazie al tuo instancabile sostegno … GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Azione Cattolica Otranto – “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.” (Giovanni 3:16).. Come AC di Otranto ci uniamo nella preghiera e nel dolore per la perdita del caro don Alessandro Luperto, assistente unitario di Azione Cattolica Regione Puglia e di AC Brindisi-Ostuni. Grazie per il tuo sì don Alessandro, assistente innamorato dell’Azione Cattolica
Missionarie della Regalità di Cristo – Ci ha lasciati in maniera improvvisa don Alessandro Luperto, amico e accompagnatore dell’Istituto, sacerdote della terra di Brindisi-Ostuni. Uomo mite e sorridente, lo ricordiamo con affetto, lo affidiamo alla Beata Armida, certe che vive ora nell’abbraccio eterno del Padre che ha amato con tutto se stesso.
Chiara Spagnolo – Avevo appena 7 anni quando partecipai alla sua prima celebrazione eucaristica. Lui, allora, ne aveva appena 10 e celebrava la sua “Santa Messa” per i suoi compagni delle scuole elementari nel garage di casa. Un gesto semplice, ma già così grande, che oggi appare come il segno più tangibile di una vocazione autentica che era già nel suo cuore. Lo ricordo sempre sorridente, equilibrato, una persona solida, capace di trasmettere serenità e fiducia. La sua vita e il suo ministero sono stati un dono per tutti noi. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo e un dolore che sarà difficile colmare, nella nostra comunità e nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la grazia di conoscerlo. Resteranno il suo sorriso, la sua testimonianza, la sua fede e il ricordo di quel bambino di dieci anni che, giocando a celebrare la Messa per i suoi compagni, forse aveva già iniziato a rispondere alla chiamata che avrebbe segnato tutta la sua vita. Grazie, don Alessandro, riposa in pace. Il tuo ricordo continuerà a vivere in mezzo a noi.
Azione Cattolica Italiana – Arcidiocesi di Taranto – Una notizia che non avremmo mai voluto dare. Improvvisamente ci ha lasciati il caro don Alessandro Luperto. Solo qualche mese fa condividevamo la gioia e la gratitudine per il suo nuovo incarico, pronti a camminare insieme a lui. Oggi il nostro cuore è colmo di dolore e incredulità, ma anche di immensa gratitudine per il bene che ha seminato e per la sua generosa dedizione al ministero sacerdotale e all’Azione Cattolica. L’Azione Cattolica, dell’Arcidiocesi di Taranto, si stringe in preghiera attorno alla sua famiglia e a quanti lo hanno amato e conosciuto. A Dio, caro don Alessandro. Che il Signore ti accolga nella Sua luce infinita.
Madonna Del Rosario Leverano – Ieri la nostra comunità ha ricevuto una notizia che mai avremmo voluto ascoltare: la scomparsa, improvvisa e prematura, di Don Alessandro. Per la nostra comunità è stato molto più di una guida spirituale. È stato una presenza capace di accompagnarci spiritualmente e umanamente, con la sua vicinanza, la sua disponibilità e il suo modo di essere accanto alle persone. Ha lasciato un segno profondo nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di condividere con lui un tratto di cammino. Oggi ci stringiamo nel dolore, ma anche nella gratitudine per il dono della sua presenza tra noi. Grazie, Don Alessandro, per tutto ciò che ci hai donato e per il bene che hai seminato nella nostra comunità. La tua voce, i tuoi insegnamenti e il tuo esempio continueranno a vivere nei nostri cuori. Riposa in pace. La nostra comunità si unisce nella preghiera per lui e per tutti coloro che lo hanno amato.
Maria Chiara – Don Alessandro era un’anima bella e coraggiosa. È riuscito a parlare di Palestina senza paura, senza nessuna censura, solo con la forza della verità in cui credeva e sempre con il sorriso. Ha sempre risposto con dolcezza ai miei dubbi, sempre come stimolo a fare di più e a fare meglio. Nonostante tutto. Per me è stato un onore immenso conoscerlo e speravo di organizzare tanto altro insieme a lui. Mai avrei pensato di non poterlo più rivedere. Stasera tornerò a parlare di Palestina ancora una volta, con il cuore sempre più pesante. Ma porterò Don Alessandro con me, sono sicura che il pensiero delle sue parole mi darà la forza che serve, davanti a tanto orrore. Grazie Giancarlo Canuto per questo ricordo di quello che abbiamo fatto insieme.
Giancarlo Canuto – Voglio ricordare qui don Alessandro Luperto (parroco nella Chiesa Madre di San Pancrazio, Assistente Unitario della Azione Cattolica diocesana e da qualche settimana di quella regionale) un sacerdote buono e semplice. Qui nella foto (alle spalle della presidente di AC Francesca Arnesano e del Vescovo Giovanni Intini) lo scorso giovedì 21 agosto stavano inaugurando (a Mesagne) la nuova sede diocesana dell’AC. Mi hanno riferito che era stato pochi minuti perché non si sentiva bene. Così è stato nei giorni successivi e nelle ore precedenti al decesso, tutto da accertare. Io ho avuto solo tre occasioni di “incontro” con lui. La prima è indiretta. Nella parrocchia Chiesa Madre di San Pancrazio sono stato invitato più volte e ho trovato una comunità viva ed in bella collaborazione con il loro parroco. La seconda e la terza sono stati per la Palestina. Non sono tanti i parroci che hanno creato occasioni per aiutare la propria comunità a riflettere e a mobilitarsi per una tragedia così immane. E don Alessandro lo ha fatto con la sua parrocchia, nella sala Consiliare e quindi aperta alla città, a settembre del 2025. Ascoltammo la relatrice – invitata personalmente dal parroco e a noi sconosciuta – prof.ssa Maria Chiara Maggio (Collettivo Donne per la Palestina) ed è stato quell’intervento forse il più coraggioso, vero e dirompente ascoltato in mille incontri altri sul tema. L’ultima occasione è stata a maggio del 2026 quando invitò sempre sulla tragedia del popolo palestinese don Aldino Capovilla (in collegamento streaming) ed Elvira Zaccagnino della Meridiana per presentare il loro libro “Sotto il Cielo di Gaza”. Qui il coraggio fu doppio perché oltre al tema, al farlo in parrocchia, a farlo con quegli ospiti la scelta bellissima e rarissima fu quella di farlo all’interno della novena per il loro Santo Patrono. Ed infatti con Fortunato Sconosciuto ci andammo – nonostante avevamo assistito più volte a presentazione di quel libro – proprio per solidarizzare con questo gesto di don Alessandro. Ed in quella occasione, unica e ultima, lo conoscemmo direttamente. Un pensiero al dolore dei suoi cari e di quanti gli sono stati vicini per le diverse ragioni.
Famiglie IN BLU San Pancrazio – “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti.” Con il cuore colmo di profonda commozione e incredulità, noi di Famiglie in Blu ci stringiamo con immenso affetto attorno alla famiglia di Don Alessandro, ai suoi cari e a tutta la comunità parrocchiale che oggi piange la sua dolorosa perdita. Don Alessandro ha rappresentato per tutti noi:
– Una guida illuminata: Don Alessandro ha lasciato un segno indelebile in tutti noi, camminando al nostro fianco con la sua straordinaria umanità, la sua costante disponibilità e una fede autentica capace di scaldare ogni cuore.
– Un punto di riferimento: La sua dedizione instancabile, il suo sorriso accogliente e le sue parole sempre colme di speranza resteranno per sempre custodite nella memoria e nella vita della nostra comunità.
– Un abbraccio di fede: In questo momento di grande prova e silenzio, affidiamo la sua anima alla misericordia del Padre e invochiamo consolazione e forza per quanti lo hanno amato e stimato.
Riposa nella pace del Signore, caro Don Alessandro. Il tuo esempio continuerà a vivere e a camminare in mezzo a noi. Con fraterno affetto e preghiera,
Famiglie in Blu
Francesco Rogoli, Sindaco di Mesagne – Poche parole, una stretta di mano, la reciproca promessa di collaborazione. Tanto era bastato per farmi di Don Alessandro Luperto un’idea molto precisa, quando, solo venerdì scorso, in occasione dell’inaugurazione della sede dell’Azione Cattolica diocesana presso i locali attigui alla Chiesa San Giovanni Paolo II, ho avuto modo di conoscerlo. Ora quell’idea la ritrovo nelle parole di quanti, avendolo conosciuto più di quanto non ho potuto fare io, lo ricordano a poche ore dalla sua prematura ed improvvisa scomparsa che ci lascia attoniti. A nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale voglio esprimere tutta la mia gratitudine per ciò che Don Alessandro ha donato alle comunità di cui è stato assoluto punto di riferimento e il più sentito cordoglio alla sua famiglia, all’azione cattolica diocesana di cui era Assistente Unitario, ai suoi parrocchiani e a quanti hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il percorso della vita.
Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni – «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno». (Gv 11,25-26)
L’Arcivescovo, S.E. Mons. Giovanni Intini, insieme all’intero presbiterio diocesano, con profondo dolore e nella speranza della Risurrezione, annuncia che ieri sera, improvvisamente, è venuto a mancare, all’età di 51 anni, don Alessandro Luperto. Affidandolo alla misericordia del Padre, la Chiesa diocesana si unisce nella preghiera, grata al Signore per il dono della sua vita e del suo ministero sacerdotale.
Parrocchia San Giuseppe Lavoratore San Pancrazio Salentino – In memoria del nostro caro Don Alessandro. La nostra comunità oggi si stringe in un unico abbraccio di fede e silenzio. Con profonda tristezza annunciamo il ritorno alla Casa del Padre del nostro caro Don Alessandro Luperto. Questa è un’immagine che oggi diventa segno di fraternità, di servizio condiviso, di una missione vissuta con dedizione e cuore. Ringraziamo il Signore per il dono della sua vita, per la parola che ha seminato, per le mani che hanno benedetto, per la presenza che ha accompagnato tante famiglie nei momenti più importanti. Preghiamo perché il suo cammino di fede trovi ora compimento nella luce eterna. Tutta la Comunità della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore si unisce nella preghiera, nella gratitudine e nella speranza cristiana della Risurrezione.
Volontari AIRC San Pancrazio Salentino – Caro don Alessandro, nel tuo ministero pastorale hai sempre sostenuto le associazioni, i loro percorsi di solidarietà, di cittadinanza attiva ed il lavoro di rete finalizzato alla promozione del bene comune e alla necessità che nessuno resti indietro, che nessuno resti escluso dal calore della prossimità, dal “vangelo” della cura. Hai incoraggiato il nostro gruppo ad andare avanti nonostante le difficoltà tipiche del mondo del volontariato. Indimenticabile il tuo intervento sulle “beatitudini” in occasione del nostro decennale. Non ci hai fatto mancare la tua preghiera ed il tuo pensiero sempre ricco di spiritualità incarnata nella storia. Ad ogni nostra iniziativa c’era sempre il tuo supporto con parole profonde di sensibilizzazione per la ricerca sul cancro e per la diffusione strutturale e culturale della prevenzione oncologica. Grazie di cuore don Alessandro, dal cielo sarai l’ala di riserva della nostra comunità (cittadina ed ecclesiale), del volontariato, degli operatori di pace, di tutti coloro che sono “affamati ed assetati di giustizia” (Mt 6,5). Grazie don Alessandro, riposa in pace tra le braccia del Signore.
Missionarie della Regalità di Cristo – Ci ha lasciati in maniera improvvisa don Alessandro Luperto, amico e accompagnatore dell’Istituto, sacerdote della terra di Brindisi-Ostuni. Uomo mite e sorridente, lo ricordiamo con affetto, lo affidiamo alla Beata Armida, certe che vive ora nell’abbraccio eterno del Padre che ha amato con tutto se stesso.
Pro Loco Veglie APS – Nel ricordo di Don Alessandro. La notizia della scomparsa improvvisa di Don Alessandro ci lascia profondamente addolorati e increduli. La sua presenza, la sua umanità e il suo impegno resteranno nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto del proprio cammino. In questo momento di dolore, la Pro Loco Veglie si stringe con sincero affetto alla sua famiglia e a tutti coloro che ne piangono la perdita. Che il Signore lo accolga nella Sua luce e gli conceda la pace eterna.
Azione Cattolica Regione Puglia – A don Alessandro con gratitudine: https://www.azionecattolicapuglia.it/a-don-alessandro/
Suor Simona De Pace, missionaria – Cara comunità parrocchiale della Chiesa Madre di San Pancrazio, non avrei mai pensato di sedermi per scrivervi una lettera in un’occasione così triste. La notizia della morte di don Alessandro ha attraversato rapidamente l’oceano arrivando in Perù, come voi sono rimasta in un assoluto silenzio, dove potevo sentire i battiti del cuore accelerare e ritrovarmi con il viso bagnato di lacrime. Sono con voi in questo dolore! Sono i momenti in cui si fa più faticoso stare lontano da casa perché vorrei essere lì con voi e abbracciarci in un abbraccio consolante. Vi racconto che era il 20 settembre 2022 quando ricevetti un messaggio: “Buongiorno suor Simona, sono don Alessandro, il parroco quasi nuovo di San Pancrazio! Come stai? In attesa di sentirci a voce, ti mando intanto un saluto… Sentici sempre vicini. Un abbraccio”. Poco dopo ci siamo fatti una videochiamata e mi disse (ricordo ancora le sue parole): “Ho sentito parlare di te, sei una suora missionaria di questa Chiesa, volevo conoscerti perché sono anche il tuo parroco e ti sarò vicino e ti sosterrò nella tua missione” . E così è stato, ne è nata una bella amicizia, davvero ho sperimentato di avere un parroco presente con il suo essere amabile e vicino, gentile e sorridente sempre pronto a sostenere con gesti concreti la missione ma soprattutto a incoraggiarmi nel seguire Gesù tra la gente ogni giorno incontro. Un vero fratello che ha voluto farsi presente anche nella mia casa con i miei genitori che lui visitava volentieri … visto che io sono lontana lui voleva esserci per i miei genitori. Mi scriveva “fa bene sentirsi compagni di cammino!”. In questi giorni di tristezza infinita sto leggendo e rileggendo tutti i suoi messaggi e ascoltando i messaggi vocali che mi mandava e la sua voce calda e allegra è balsamo di consolazione perché nelle sue parole trovo qualcosa che non morirà mai: la voglia di vivere e servire. Tocca a noi adesso suoi parrocchiani, la sua gente, in mezzo alla quale ha camminato, ha sorriso, da incoraggiato, ha corretto, ha AMATO … tocca a noi continuare ad essere CHIESA in uscita missionaria, Chiesa come casa aperta …tocca a noi non far morire ciò che lui ha costruito e desiderato ardentemente per la Chiesa Madre. Nella preghiera di questa mattina ho letto un commento al Vangelo di oggi, ve lo condivido: “La memoria della morte, allora, non serve a renderci tristi, ma a renderci essenziali. Ci costringe a distinguere ciò che conta da ciò che semplicemente ci distrae. C’è però qualcosa che rende persino la morte affrontabile: l’esperienza di essere amati. Chi sa di essere amato può trovare il coraggio persino di compiere quell’ultimo salto nel vuoto, perché la fede gli suggerisce che quel vuoto non è veramente vuoto. È il salto di chi confida che dall’altra parte ci siano delle braccia pronte ad afferrarlo. Forse allora la domanda non è semplicemente quando moriremo, ma come la morte ci troverà. Sarebbe bello che ci trovasse vivi. Vivi davvero. Appassionati, intenti ad amare, occupati nelle cose che contano, riconciliati con le persone importanti, capaci di non sprecare ciò che ci è stato affidato. Vegliare significa vivere così. Non aspettare la morte con paura, ma vivere in modo che essa non trovi una vita rimandata. Forse la grazia più grande da chiedere oggi è proprio questa: che quando arriverà quell’ora non ci trovi pieni di rimpianti per una vita non vissuta, ma profondamente grati per aver amato, rischiato, perdonato, donato e accolto tutto ciò che ci è stato dato”. Ecco carissimi, io credo che la morte abbia trovato così il nostro don Alessandro: “APPASSIONATO DELLA VITA E DEL VANGELO”. Caro don Alessandro, GRAZIE per esser stato il nostro “pastore buono”, spesso ti ho invitato a venire in Perù, adesso so che non c’è né oceano né deserto che ti tiene lontano ma sei OVUNQUE e per sempre sarai in mezzo a noi. Semplicemente “Grazie”. Un abbraccio a ciascuno di voi. Vi voglio bene. Suor Simona De Pace
Azione Cattolica Abruzzo-Molise- Tutta l’AC Regionale si stringe al dolore dell’AC pugliese per l’improvvisa scomparsa del caro don Alessandro Luperto, Assistente Unitario Regionale, in comunione e in preghiera per affidarlo alle braccia misericordiose del Padre.
Azione Cattolica Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano – L’Azione Cattolica della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano si stringe con profonda commozione alla famiglia, alla comunità ecclesiale e a quanti hanno condiviso il cammino di don Alessandro Luperto, Assistente unitario regionale dell’Azione Cattolica di Puglia. La sua scomparsa improvvisa, giunta a così poco tempo dall’inizio del suo servizio come Assistente regionale, ci lascia sgomenti. In questo breve tratto di cammino abbiamo potuto riconoscere la sua disponibilità, la sua umanità e il desiderio di spendersi per l’Azione Cattolica e per la Chiesa di Puglia. Ci uniamo al dolore di tutta l’Azione Cattolica di Puglia e della Diocesi di Brindisi-Ostuni, condividendo nella preghiera questo momento di grande prova. Affidiamo don Alessandro al Signore, certi che il bene seminato nel suo ministero non andrà perduto. Il Signore lo accolga nella sua casa e doni consolazione a quanti lo hanno conosciuto, amato e accompagnato.
Luca Tondo – A-Dio, don Alessandro.
Ci sono giorni che arrivano senza chiedere permesso e che, quasi in silenzio, cambiano il modo in cui guardiamo il tempo.
L’ultima domenica di agosto è uno di questi.
L’estate non è ancora finita, eppure qualcosa ci dice che sta per cambiare. Le giornate si accorciano appena, la luce si fa più obliqua, le città ricominciano lentamente a riempirsi, e nei nostri pensieri compare, quasi senza accorgercene, un “dopo”.
Forse è proprio così che sto vivendo questi giorni.
Da quando sei andato via, tante persone hanno scritto di te. Hanno ricordato il sacerdote, l’educatore, l’uomo, il confratello, l’amico. Ho letto quelle parole con gratitudine, ma dentro di me c’era qualcosa che continuava a dire che non poteva essere vero. Che era impossibile. Che da qualche parte, prima o poi, sarebbe comparso ancora il tuo sorriso, sarebbe arrivata una tua battuta, una telefonata, una parola capace di rimettere ordine nei pensieri.
La tua morte improvvisa sembrava appartenere a una storia che non mi riguardava davvero.
Poi sono arrivati i manifesti, il programma della camera ardente, quello dei funerali. Segni concreti, quasi impietosi, che rendono reale ciò che il cuore continuava a rifiutare.
E allora ho capito che anche questo è un confine.
Come la fine dell’estate: non accade tutto in un giorno, eppure a un certo punto ci accorgiamo che qualcosa è cambiato per sempre.
Tu sei stato per me una di quelle presenze che sembravano destinate a esserci sempre.
Quando, ancora adolescente, lasciai la mia casa e il mio paese per seguire più da vicino il Signore nel seminario minore, tu e don Cosimo Zecca foste, in modi diversi e profondissimi, casa. Famiglia. Maestri di vita. Accompagnatori. Formatori umani e umanizzanti.
Hai saputo insegnarmi una cosa che forse allora non comprendevo fino in fondo: che il Signore non lo si incontra soltanto nelle cose alte, perfette, esclusivamente spirituali.
Mi riportavi con i piedi per terra.
Mi insegnavi a cercarlo nel mondo, tra le persone, negli anziani che incontravamo al Focolare, nelle famiglie e nelle comunità che visitavamo, nelle tante storie che incrociavamo andando per le parrocchie a raccontare la bellezza della vocazione.
Mi hai insegnato, insieme agli altri ragazzi che hanno avuto la fortuna di incontrarti, che l’umanità è il luogo dell’incontro con il Signore. Che non bisogna avere vergogna di ciò che è umano, perché proprio nel mistero del Verbo incarnato trova luce il mistero dell’uomo.
E forse è questa una delle eredità più belle che mi lasci.
Da allora, in ogni momento di dubbio, di fatica, di perplessità nel cammino, ma anche semplicemente quando avevo una gioia da condividere, sapevo che c’eri.
Eri un porto sicuro.
Quel fratello maggiore al quale poter tornare, per fermarsi un po’, parlare, ridere, mettere in ordine le cose. Un fratello che aveva fatto del suo ministero una vocazione dentro la vocazione: accompagnare, educare, far crescere.
Negli ultimi anni mi hai contagiato anche con la tua passione per l’Azione Cattolica AC Brindisi-Ostuni, quella che tu sapevi raccontare e vivere come una vera scuola di sinodalità e di fraternità. Una scuola nella quale i rapporti umani non sono un dettaglio, ma parte essenziale del cammino; dove si impara a far fiorire laici capaci di stare nel mondo e di portare la bellezza del Vangelo dentro ogni angolo della quotidianità, trasformando vite ordinarie in vite straordinarie.
E poi ci sono i ricordi.
Quelli che adesso fanno male e, proprio per questo, diventano preziosi.
Le serate a cantare e suonare con la tua fisarmonica. Le battute, le risate, quella tua allegria contagiosa. I campi scuola. Le estati a Torre Lapillo. Le conversazioni. I silenzi. Le cose grandi e quelle apparentemente piccole che, a distanza di anni, scopri essere diventate parte di te.
Forse è questo che accade alle persone che abbiamo amato davvero: non se ne vanno tutte insieme.
Una parte di loro rimane nelle parole che ci hanno insegnato, nei gesti che abbiamo imparato guardandoli, nelle domande che ci hanno lasciato, nelle persone che siamo diventati anche grazie a loro.
E allora oggi, in questa triste domenica di fine agosto, guardo la luce che dura un po’ meno e sento che racconta anche la tristezza del mio cuore.
Fa più buio prima.
E forse è proprio così che mi appare la vita senza di te: come un’estate che non avrei mai voluto finisse, come un’amicizia che sembra sfuggire via senza che ce ne accorgessimo, come una presenza sicura che ora pare allontanarsi irrimediabilmente e contro la quale non possiamo fare nulla.
Ma so anche che l’estate, quando finisce, non cancella ciò che abbiamo vissuto.
Ce lo consegna.
Le sue sere, le voci, le risate, la luce, gli incontri, le storie diventano memoria. E la memoria, quando è vera, non è soltanto nostalgia: è una forma misteriosa di presenza.
Così voglio custodirti.
Non soltanto con il dolore per ciò che non ci sarà più, ma con la gratitudine immensa per ciò che c’è stato.
E mentre ancora faccio fatica a pronunciare “don Alessandro non c’è più”, provo a imparare una parola diversa: “don Alessandro è stato”.
È stato casa.
È stato fratello.
È stato maestro.
È stato compagno di cammino.
È stato un uomo innamorato dell’umano perché profondamente innamorato di Dio.
E forse adesso, proprio nel momento in cui una storia sembra finire, comincia qualcosa di nuovo.
Non so ancora come sarà questo “dopo”. Per ora vedo soltanto il buio che arriva prima e sento forte il vuoto della tua assenza.
Ma spero.
Spero di riuscire a custodire quello che mi hai insegnato.
Spero che le tue parole continuino a rimettermi con i piedi per terra.
Spero di saper cercare il Signore là dove tu mi hai insegnato a riconoscerlo: nelle persone, nella vita, nell’umanità concreta e fragile che ci è affidata.
Spero di portare avanti almeno un frammento di quella passione con cui hai accompagnato tanti ragazzi e tante persone.
E, soprattutto, spero che un giorno, guardando indietro alla mia strada, possa riconoscere che qualcosa del tuo modo di essere sacerdote, fratello ed educatore è rimasto in me.
Chissà, don Alessandro, magari anch’io avrò imparato da te ad essere un ministro secondo il cuore di Dio.
Allora questa non sarà soltanto la fine di un’estate.
Sarà l’inizio di un modo nuovo di portarti con me.
Perché ci sono persone che il tempo non riesce davvero a portare via.
Le riconosciamo nelle nostre scelte, nei nostri gesti, nel modo in cui guardiamo gli altri, nel bene che proviamo a fare.
E tu, don Alessandro, resterai lì.
Nel cuore.
Nel cammino.
Nella memoria.
Nella speranza.
E, se Dio vorrà, anche nell’eternità.
A-Dio, don Alessandro.
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