Il lato nord ancora privo di paracarri
Diversi giorni fa, quasi sicuramente un veicolo a motore strisciava contro il basamento dell’obelisco vegliese, cosiddetto Osanna, situato all’intersezione tra le vie Madonna dei Greci, Puglia, Osanna, Dante Alighieri e Vittorio Veneto. Nell’impatto il monumento subiva lesioni che hanno causato il distacco di diversi frammenti di pietra leccese.

Già nel 2020 il monumento subiva altro danneggiamento simile, sempre sul lato nord, più esposto alla carreggiata. In quella occasione si rilevava la mancanza di paracarri sul lato nord, ormai divelto, e l’opportunità di una nuova posa in opera, al fine di ridurre il rischio e proteggere il monumento. Ma dopo circa sei anni è evidente che tale indicazione veniva ignorata, e l’incidente si verificava nuovamente.
Nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso la parte superiore del basamento veniva rinnovata con la posa in opera di nuovi conci di pietra leccese.
Tuttora il rito della benedizione dei rami d’ulivo nella Domenica delle Palme è legato alla colonna, dove in cima viene posto un ramoscello come segno beneaugurante e di pace.
La sommità della colonna, oltre alla croce è costituita dai simboli dei quattro evangelisti, angeli e decorata con foglie di acanto.
Note storiche pubblicate dalla Proloco di Veglie circa venti anni fa, senza autore né data, riportano che la costruzione delle colonne sormontate da croce fu promossa dalla Confraternita della Croce, fondata da San Carlo Borromeo nel 1579. Il fine fu celebrare la vittoria della Santa Alleanza contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 1571. La colonna di Veglie fu realizzata agli inizi del XVII secolo vicino al sagrato della chiesa di San Rocco. Nel 1894 il consiglio comunale di Veglie, su proposta del sindaco Salvatore Quarta, per motivi urbanistici deliberò di spostare la colonna al crocevia tra le vie Dante, Vittorio Veneto e Madonna dei Greci, dove si può ammirare tuttora.
Qualora il monumento dovesse costituire pericolo o intralcio alla circolazione stradale, come due secoli fa si potrebbe di nuovo pensare ad una sua nuova collocazione. Ovviamente è una provocazione.

Veglie, 07/03/2026
Dott. Fabio Coppola
LETTERA DANNEGGIAMENTO 2020
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