PUG Veglie: I Consiglieri di opposizione scrivono una lettera a seguito della comunicazione della “Prima Consultazione Pubblica”
La Sindaca annuncia la “prima consultazione pubblica preventiva sul PUG” per il 30 aprile 2026 e la definisce una data storica.
È giusto dirlo chiaramente: senza l’interpellanza dell’opposizione, questa data non esisterebbe.
Abbiamo dovuto ricordare noi all’Amministrazione un principio elementare: la partecipazione dei cittadini non è una scelta politica, è un obbligo previsto dalla normativa regionale.
La sequenza dei fatti è inequivocabile:
- Depositiamo un’interpellanza: “Dov’è la partecipazione sul PUG?”.
Dopo tre anni di mandato, non risulta alcun atto formale di avvio del procedimento partecipativo. - Le interpellanze non vengono inserite all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.
Il confronto istituzionale viene rinviato senza spiegazioni. Un fatto grave, perché il ruolo dei consiglieri non può essere aggirato. - Dopo 24 ore compare un avviso su Facebook: incontro pubblico sul PUG.
Senza delibera di Giunta.
Senza Documento Preliminare Programmatico pubblicato.
Senza Quadro Conoscitivo accessibile.
Senza avvio della VAS.
Non è una coincidenza. È una rincorsa.
Si evita il Consiglio Comunale — luogo di trasparenza e responsabilità — e si sceglie Facebook per comunicare un tema decisivo per il futuro di Veglie.
Un argomento così importante non può essere affidato a un post sui social.
Il PUG non può essere ridotto a una passerella politica né trasformato in propaganda.
Parliamo dello strumento che decide il futuro urbanistico, economico e sociale di Veglie per i prossimi vent’anni, non di una campagna di comunicazione della maggioranza.
Chi governa ha il dovere di pianificare con serietà, con atti pubblici e confronto istituzionale, non di usare i social per coprire ritardi e assenza di programmazione.
Ma la partecipazione non è un annuncio. È un procedimento.
E oggi, nei fatti, quel procedimento non è stato avviato:
- Quadro Conoscitivo → non pubblicato
- DPP → non pubblicato
- Avvio formale della partecipazione → assente
- Modalità per le osservazioni → non definite
- Conferenza di copianificazione → mai convocata
Per questo la domanda resta semplice e politica insieme:
su cosa dovrebbero partecipare i cittadini il 30 aprile?
Senza documenti, senza regole, senza percorso, la partecipazione rischia di diventare solo una formalità.
Noi non lo accetteremo.
Saremo presenti, con un atteggiamento chiaro: costruttivo nei contenuti, fermo nel metodo.
Metteremo a verbale tre richieste precise:
- Atti prima degli annunci.
Pubblicazione immediata di Quadro Conoscitivo, DPP e documentazione VAS. - Regole certe
Un atto formale che avvii la consultazione con tempi, modalità e strumenti definiti. - Centralità del Consiglio Comunale
Le interpellanze devono essere discusse. Il DPP è un atto politico e non può essere sottratto al confronto istituzionale.
Il PUG non è un passaggio tecnico qualsiasi: decide il futuro di Veglie per i prossimi vent’anni — consumo di suolo, sviluppo, servizi, tutela del territorio.
Proprio per questo serve serietà.
Se il 30 aprile sarà l’inizio di un percorso vero, daremo il nostro contributo.
Se sarà una scorciatoia per dire “abbiamo fatto partecipazione”, lo diremo con chiarezza, atti alla mano.
Perché la differenza non è tra maggioranza e opposizione.
È tra chi governa assumendosi responsabilità e chi rincorre gli eventi evitando il confronto.
I Consiglieri Comunali
Giuseppe Landolfo, Stefania Capoccia
Claudio Paladini, Laura Mogavero, Katia Prato
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