FRANCESCO MILANESE: «PIÙ IMPEGNO PER LA SICUREZZA STRADALE»

0
746

I fondi del PNRR per migliorare la viabilità stradale e realizzare una metropolitana di superficie che colleghi i comuni della provincia

SCOPRI I SERVIZI DI KINGART.IT

SCOPRI I SERVIZI DI KINGART.IT

SCOPRI I SERVIZI DI KINGART.IT

SCOPRI I SERVIZI DI KINGART.IT

Lettera di Francesco Milanese, Avvocato e Presidente del Consiglio Comunale di Veglie:

Le cronache di questi giorni ripropongono drammaticamente il tema della sicurezza stradale. Mentre scriviamo le campane suonano a lutto per la morte del giovane Francesco Caragiuli, diciannovenne leveranese che ha perso la vita domenica notte a bordo della sua moto, mentre percorreva una contrada buia nei pressi di Leverano. Di fronte a tanto dolore e allo sconforto per la perdita di così giovani vite, non possiamo esimerci da fare delle considerazioni.

Le strade del Salento non sono sicure.

I dati sull’incidentalità stradale in Puglia, dal rapporto relativo al primo semestre 2021 di ASSET (l’agenzia della Regione Puglia cui è stato affidato lo studio della materia), evidenziano che gli incidenti si verificano prevalentemente nei grandi centri abitati, ma che le strade su cui si registra maggiore mortalità sono quelle provinciali (38,2% dei sinistri mortali) e statali (29,2%) a fronte di un 23,6% di incidenti mortali verificatisi sulle strade urbane.

Il comune di Lecce registra il primato negativo di maggiore mortalità sulle proprie strade urbane (4 vittime nel primo semestre 2021).

I dati del rapporto, unitamente alle rilevazioni Istat, dimostrano come il numero dei sinistri sia influenzato certamente dal numero degli utenti della strada (non a caso durante il lock down del 2020 si è registrato un importante riduzione di vittime), ma non è da trascurare il dato relativo alla tipologia di strada (urbana, ove si verificano più incidenti; extraurbana, ove si verificano più vittime).

Livello di sicurezza delle strade e comportamenti scorretti degli automobilisti

L’osservazione empirica ci porta a individuare le cause del fenomeno su cui bisogna porre attenzione: il livello di sicurezza delle strade e i comportamenti scorretti alla guida dei veicoli.

Sulla prima delle due considerazioni evidenziamo come il livello di manutenzione delle strade sia pessimo e solo negli ultimi anni, dopo il crollo del ponte Morandi, sia ripartita una attività di manutenzione delle arterie più importanti.

Strade provinciali e comunali

Strade Provinciali e comunali, tuttavia, lasciano a desiderare per la presenza di disconnessioni, buche, pericoli strutturali, per l’inadeguatezza della segnaletica, in primis orizzontale, e poi anche verticale e, spesso, soprattutto nelle zone periferiche, per l’assenza di illuminazione.

Vi è da considerare che l’espansione urbana verso le campagne, spesso svincolata da qualsiasi forma di programmazione urbanistica, ha comportato la nascita di suburbi poco fuori il centro, trasformando le vie di comunicazione da semplici strade di campagna in vie a più importante flusso veicolare. Ciò impone un intervento di riqualificazione, di adeguamento sia nelle dimensioni, sia nel livello di manutenzione; occorre una attenta progettazione e messa in opera di segnaletica orizzontale e verticale, di illuminazione, di idonee banchine, spazi di manovra, percorsi protetti per i pedoni.

Le strade Provinciali negli anni hanno segnato un incremento dell’utenza, dovuto all’espansione dei trasporti su gomma, a cui è seguito un lento deterioramento delle strutture, dovuta per lo più all’assenza di manutenzione. A ciò è seguito il ridimensionamento dei poteri delle province, enti deputati alla loro realizzazione, e ciò ha comportato un continuo deterioramento del livello della sicurezza stradale. A ciò si aggiunga che il sistema viario deve essere adeguato alle esigenze dei tempi e deve poter disporre delle innovazioni tecnologiche che sono strumentali all’innalzamento dei livelli di sicurezza (non ci riferiamo certo agli autovelox).

Lo stile di guida  

Sotto il profilo del corretto stile di guida notiamo con dispiacere atteggiamenti sprezzanti del pericolo, del buon senso oltre che delle regole del codice della strada. Vi è una sorta di lotta alla conquista della strada, fatta con disprezzo nei confronti degli altri automobilisti, di ciclisti e pedoni.

Sotto questo profilo l’inasprimento delle sanzioni penali, l’introduzione della fattispecie dell’omicidio stradale (legge n. 41 del 2016), non hanno prodotto degli apprezzabili risultati se si guarda al miglioramento degli stili di guida, anche se negli ultimi anni, dal 2017 in poi, si è registrata una diminuzione dell’incidentalità stradale.

Non vi è nella popolazione un equo apprezzamento delle conseguenze delle scorrette pratiche di guida (per l’omicidio stradale è prevista una pena edittale massima di 12 anni), sicché la gravità delle sanzioni viene avvertita solo nel momento della loro applicazione, con scarsa efficacia sotto il profilo della deterrenza.

Riteniamo che bisognerebbe riformare il sistema di rilascio della licenza di guida, rendendo più impegnativo il percorso di studio, sia sul piano teorico sia sotto quello pratico, introducendo un obbligo di revisione decennale a cui tutti devono sottoporsi. L’utente della strada deve essere consapevole dei rischi a cui sottopone sé stesso e, soprattutto, gli altri con la propria condotta di guida. Il sistema della patente a punti, declinato all’italiana con tutte le sue contraddizioni, non ha mai funzionato.

Più risorse per migliorare la rete stradale

Concludendo, auspichiamo un serio impegno di chi ha responsabilità di governo, noi compresi, nel mettere il tema della sicurezza stradale ai vertici della scala di priorità delle scelte amministrative, indirizzando le risorse in interventi strutturali di recupero del patrimonio viario, di ammodernamento degli strumenti di tutela dell’utente della strada.

Un nuovo sistema di trasporti ferroviari: la metropolitana di superficie nel Salento.

Infine si avverte la necessità di ridurre l’uso delle vetture incrementando all’interno delle città, e a maggior ragione nei centri più piccoli, l’uso delle bici e gli spostamenti a piedi. A tale scopo è importante iniziare a istituire zone a traffico limitato, introdurre soste a pagamento, in modo da dissuadere l’utilizzo dell’automobile.

Si impongono nuovi e importanti investimenti nel sistema dei trasporti, realizzando collegamenti ferroviari tra i comuni della provincia e il capoluogo, con le località turistiche della costa, di tipo metropolitano, che possano sostituire gli spostamenti tradizionali e creare un sistema virtuoso ed ecosostenibile della mobilità nel Salento.

Sinergia tra amministrazioni locali per un nuovo sistema di trasporti

Oggi realizzare nuove e moderne reti di collegamento su rotaia, con sistemi di trasporto ecologici ed efficienti non è affatto una chimera. Pensiamo alla possibilità di un collegamento continuo su base sovracomunale, con passaggi ad ogni ora, tra il centro e la periferia, che consentirebbe di eliminare il pendolarismo quotidiano in automobile, tra comuni o con il capoluogo, con grandi benefici in termini di inquinamento, di miglioramento della qualità della vita, di costi oltre che di riduzione dell’incidentalità stradale.

Per far ciò è necessaria una sinergia tra comuni, provincia e regione, che si diano modelli organizzativi veloci, non burocratici, e che intervengano immediatamente.

Il PNRR prevede ben 57 miliardi da assegnare al Ministero dei trasporti (oggi MIMS), a regioni e altri enti locali per la transizione ecologica e per la dotazione di infrastrutture sostenibili: una manna da non sperperare.

 

Francesco Milanese,
Avvocato e Presidente del Consiglio Comunale di Veglie

26 luglio 2022

LEAVE A REPLY