Raffaele Fitto partecipa all’evento “Identità come bene collettivo: 50 anni di Salice Salentino DOC” il 15 Maggio a Salice

0
679

Istituzioni ed esperti a confronto su storia e prospettive del comparto vitivinicolo In mostra una selezione di fotografie dell’archivio storico “Giuseppe Palumbo”

15 maggio ore 18.30 – Convento Madonna della Visitazione – Salice Sal.no (Le)

Una giornata dedicata alla storia, all’identità e alle eccellenze del territorio per celebrare il cinquantesimo anniversario della istituzione della DOC

Il prossimo 15 maggio, presso il Convento Madonna della Visitazione, il Comune di Salice Salentino promuove una giornata di approfondimento culturale, confronto istituzionale e valorizzazione delle radici del territorio, inserita nel più ampio calendario di eventi programmati dall’Amministrazione Comunale insieme ai numerosi partner coinvolti nelle celebrazioni del cinquantenario.

L’iniziativa, realizzata tra gli altri, con la collaborazione della CCIAA di Lecce, prenderà il via con il convegno dal titolo:

“Identità come bene collettivo: 50 anni di Salice Salentino DOC”

Un momento di riflessione dedicato al valore culturale, economico e sociale della denominazione, alla sua storia e alle prospettive future del comparto vitivinicolo salentino.

Ad aprire i lavori gli interventi di saluto di:

Cosimo Leuzzi – Sindaco del Comune di Salice Salentino

Damiano Reale – Presidente Consorzio Tutela Vini DOP Salice Salentino

Cosimo Durante – Presidente GAL “Terra d’Arneo” – Georgofilo

Seguiranno gli interventi di:

Raffaele Fitto – Vice Presidente esecutivo della Commissione Europea per la Coesione e le Riforme

Francesco Paolicelli – Assessore all’Agricoltura Regione Puglia

Paolo De Castro – Presidente Nomisma

Pier Paolo Miglietta – Pro-Rettore e Presidente del Corso di Laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole – UniSalento

Modererà l’incontro la giornalista Fabiana Pacella.

A seguire sarà inaugurata la mostra fotografica “La campagna salentina. Immagini dall’archivio Palumbo”, curata dal Polo Biblio-museale di Lecce e dal Museo Sigismondo Castromediano, alla presenza di Anna Lucia Tempesta – Curatrice – Archeologa del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce.

La mostra, che sarà visitabile fino al 11 ottobre 2026, presenta una selezione di 26 fotografie tratte dall’Archivio Storico Giuseppe Palumbo, dedicate al mondo del vino e della civiltà contadina del Novecento: la vendemmia, il lavoro nei campi, i gesti antichi e le relazioni umane che li attraversano. In questi scatti in bianco e nero, la dimensione produttiva si intreccia con quella sociale, restituendo un racconto corale fatto di fatica, ritualità e appartenenza.

Parte di un più ampio corpus di oltre 1700 lastre fotografiche, pellicole e provini a contatto custoditi presso il Museo Sigismondo Castromediano, le opere in mostra evidenziano la coerenza e la continuità della ricerca documentale e visiva del “fotografo in bicicletta”.

Costruito nell’arco di cinquant’anni, il suo archivio si configura come un’unica grande opera capace di coniugare valore estetico e rigore documentario. Le sue immagini parlano agli occhi, ma anche alla memoria e alla coscienza, invitando a riflettere sulle trasformazioni del paesaggio culturale.

“Celebrare i 50 anni della DOC Salice Salentino significa celebrare una comunità, il lavoro delle generazioni che hanno costruito il prestigio della nostra terra e la capacità del territorio di guardare al futuro senza perdere le proprie radici”, dichiara il sindaco Cosimo Leuzzi. “Questa giornata rappresenta un momento importante di riflessione collettiva e di orgoglio identitario. Il vino, la cultura, la memoria e la bellezza del paesaggio diventano strumenti attraverso cui raccontare il valore autentico di Salice Salentino.”

“L’Amministrazione Comunale ha fortemente voluto che le celebrazioni del cinquantenario diventassero un percorso culturale diffuso e partecipato”, aggiunge l’assessore alla Cultura Luigi Palazzo. “Abbiamo costruito un programma che mette insieme approfondimento, arte, storia e valorizzazione del patrimonio immateriale della nostra comunità. La DOC Salice Salentino non è soltanto una denominazione enologica: è un racconto collettivo che attraversa generazioni, tradizioni e identità.”

Il presidente del Consorzio di Tutela Vini D.O.P. Salice Salentino Damiano Reale dichiara: “Sono orgoglioso di essere Presidente del consorzio in un anno così importante che ci sta dando la possibilità di raccontarci sotto diverse sfaccettature grazie alle diverse iniziative realizzate ed in programma con la sinergia di tanti enti con il quale portiamo avanti una stretta collaborazione.

Insieme si può valorizzare ciò che i nostri predecessori hanno reso concreto e si possono fare cose importanti per il territorio. Il convegno del 15 maggio sarà l’occasione per fermarci a parlare insieme a figure di riferimento del settore e istituzioni degli scenari attuali e futuri della denominazione e del settore partendo dalla nostra identità storica che rappresenta appunto un bene collettivo da salvaguardare e portare avanti con fierezza.”

Il presidente del GAL Terra d’Arneo Cosimo Durante sottolinea: “Il cinquantesimo anniversario della Salice Salentino DOC rappresenta un patrimonio condiviso dell’intero territorio. Un lavoro di squadra tra istituzioni, enti, associazioni e operatori del comparto a cui lavoriamo da tempo. Il convegno del 15 maggio nasce proprio da questa sinergia virtuosa, che vede tante realtà impegnate nella promozione della nostra identità vitivinicola. La Salice Salentino DOC è riconoscibilità storica, culturale e simbolo delle produzioni locali di qualità: racconta le radici profonde di una comunità e la capacità di questo territorio di affermarsi attraverso le proprie eccellenze”.

Il presidente DAJS Pantaleo Piccinno evidenzia: “Grazie al programma Radici Virtuose, finanziato dal MASAF, vogliamo contribuire a ricostruire un’identità territoriale che la Xylella ha profondamente ferito. Il vino rappresenta uno dei tasselli più importanti dell’offerta di qualità che il Salento agricolo sa esprimere: un prodotto che racconta storia, paesaggio, competenze e comunità. In questo processo di rigenerazione puntiamo sui nostri alfieri della salentinità, su quelle eccellenze capaci di restituire valore e riconoscibilità al territorio. La celebrazione dei 50 anni della DOC Salice Salentino non sarà soltanto un momento di festa, ma un’occasione per delineare scenari, fissare obiettivi e costruire una visione condivisa del futuro.”

La giornata si concluderà con una degustazione di vini DOC Salice Salentino, momento finale di condivisione dedicato alle eccellenze vitivinicole del territorio e alla storia di una denominazione che, da cinquant’anni, rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della cultura produttiva salentina.

Il percorso di celebrazione dei 50 anni della DOC Salice Salentino è frutto della sinergia tra il Comune di Salice Salentino, il Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino, il GAL Terra d’Arneo e il DAJS (attraverso il progetto Radici Virtuose).

Ad accompagnarli, anche la Camera di Commercio di Lecce, che sostiene attivamente le iniziative, e BPER.


CENNI STORICI SU GIUSEPPE PALUMBO

Giuseppe Palumbo nasce a Calimera nel 1889. Giornalista e studioso del territorio, dedica la sua vita alla documentazione del Salento nei suoi aspetti paesaggistici, sociali e culturali. A partire dai primi anni del Novecento intraprende un’intensa attività fotografica, affiancando alla fotografia la scrittura e la ricerca sul campo. Osservatore attento e sensibile, percorre il territorio entrando in contatto diretto con le comunità locali: le sue immagini si collocano tra documento e interpretazione e testimoniano un mondo in trasformazione, con sguardo partecipe e critico. Muore a Lecce nel 1959, lasciando un archivio di straordinario valore storico, antropologico e artistico.


MEZZO SECOLO DI QUALITÀ, BREVE STORIA DELLA DOC “SALICE SALENTINO”
Cenni Storici a cura di Rosario Faggiano (Storico e Giornalista)

La Denominazione di origine controllata “Salice Salentino” compie 50 anni. Considerata fra le più importanti del Sud d’Italia, il Disciplinare di produzione della prestigiosa Doc pugliese fu approvato con DPR dell’8 aprile 1976.

Si tratta di una data “storica”, che segna il momento di arrivo di un lungo percorso iniziato nel 1954, quando la Cantina “Leone de Castris” lanciò il “Salice”, vino prodotto ed imbottigliato secondo la tradizione locale, in gran parte ricavato da uve “Negroamaro”, con la concorrenza di uve “Malvasia nera di Lecce”. All’epoca l’antica azienda vitivinicola salentina era guidata da Piero e, in una seconda fase, da Salvatore Leone de Castris.

Il successo ottenuto da questa etichetta di qualità, anche e soprattutto a livello internazionale, determinò la nascita della Doc “Salice Salentino”. Fu richiesta dal Comune di Salice già nel 1971, quando l’allora Giunta comunale guidata dal sindaco Attanasio Cofano (assessori Salvatore Quaranta, Pietro Esposito, Maria Tondo, Giuseppe Persano, Michele Gravili e Antonio Ianne), con apposito atto n. 53 del 9 febbraio, deliberò di fare “voti al Ministero dell’Agricoltura e Foreste perché (…) riconosca la Denominazione di origine controllata al vino rosso Salice prodotto nel territorio di questo Comune”.

Ad integrazione di quest’atto (evidentemente per cinque anni rimasto senza esito concreto), il 16 settembre 1975 la Giunta comunale di Salice Salentino adottò un’ulteriore Deliberazione (n. 355) con oggetto: “Voti al Ministero dell’Agricoltura e Foreste per il riconoscimento della denominazione di origine controllata al vino rosato, prodotto a Salice Salentino, a somiglianza del vino rosso”. Facevano parte di quella Giunta il sindaco Eupremio Pastorelli e gli assessori Salvatore Quaranta, Maria Tondo, Pino Faggiano, Salvatore Margarito, Errico Cordella e Luigi Miglietta.

Nella premessa della nuova Deliberazione, fra l’altro si legge che “ad iniziativa di numerosi produttori, coltivatori diretti, braccianti, e aziende agricole, nonché della Cantina cooperativa di Riforma Fondiaria di Salice Salentino, è stata inoltrata al Ministero (…) istanza tendente ad ottenere (…) il riconoscimento della denominazione di origine controllata per il vino Rosato Salice Salentino, abbondantemente prodotto nella zona e già da decenni commercializzato”. Nello stesso atto, inoltre, viene ricordato “che il predetto vino, per le sue proprietà organolettiche e per il suo grado alcolico, per il gusto, rappresenta un prodotto davvero qualificato, oltre ad essere stato il primo vino di tale tipo imbottigliato in Italia (nel 1943 da Leone de Castris, ndr.)”.

In questa occasione, l’insistenza della Giunta comunale di Salice Salentino, venne infine premiata. Così, come accennato, con DPR dell’8 aprile 1976 venne finalmente approvato il Disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di origine controllata “Salice Salentino” (destinato ad entrare in vigore il 1° novembre 1976). A seguito della pubblicazione del DPR sulla Gazzetta ufficiale n. 224 del 25 agosto 1976, il 18 settembre successivo, con un pubblico manifesto, il sindaco Pastorelli diede ufficialmente comunicazione alla cittadinanza della nascita della nuova Doc vini “Salice Salentino” rosso e rosato.

Nello stesso manifesto, il sindaco Pastorelli aggiunse: “Mi è gradito con l’occasione rivolgere, a nome dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza, un vivo ringraziamento al nostro concittadino, dottor Giovanni Polito, Direttore Generale del Ministero dell’Agricoltura, che con costante impegno ha portato avanti e risolto tale problema, tanto auspicato dai nostri operatori ed imprenditori vinicoli”.

Dopo l’entrata in vigore del Disciplinare, la prima azienda a richiedere, tramite gli uffici comunali, l’iscrizione nell’apposito registro della Doc “Salice Salentino”, istituito presso la Camera di Commercio di Lecce, fu l’azienda Leone de Castris a cui fu attribuito il “n. 1”.

Nel corso degli anni, l’originario Disciplinare di produzione dei vini Doc “Salice Salentino” è stato modificato quattro volte: con DPR 6 dicembre 1990, con DM 8 ottobre 2010, con DM 30 novembre 2011 e con DM 7 marzo 2014.

Attualmente le tipologie di Doc previste dal Disciplinare risultano le seguenti: Salice Salentino bianco (anche spumante); Salice Salentino rosato (anche spumante); Salice Salentino rosso (anche con menzione riserva); Salice Salentino Negroamaro (anche con menzione riserva); Salice Salentino Negroamaro rosato (anche spumante); Salice Salentino Pinot bianco (anche spumante); Salice Salentino Fiano (anche spumante); Salice Salentino Chardonnay (anche spumante); Salice Salentino Aleatico (anche riserva, dolce, liquoroso dolce, liquoroso riserva).

Fin dal primo Disciplinare, rientrano nella zona di produzione della Doc, i territori comunali di Salice Salentino, Veglie, Guagnano, San Pancrazio Salentino, Sandonaci; nonché parte dei territori di Campi Salentina e Cellino San Marco.

A distanza di circa 25 anni dalla nascita della Doc, si registrò un momento particolarmente importante per i produttori e per la storia vinicola del territorio: l’istituzione del Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini Doc “Salice Salentino”, voluto e formato da viticoltori, vinificatori e imbottigliatori. E con Decreto 1° ottobre 2003 del Ministero delle Politiche agricole e forestali (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 239 del 14 ottobre 2003), venne infine approvato lo statuto del nuovo organismo di promozione, tutela e vigilanza che oggi conta oltre 800 soci (produttori che rivendicano produzione di uve Salice Salentino Doc). Negli anni alla guida del Consorzio si sono succeduti Piernicola Leone de Castris (primo presidente, in carica fino a luglio 2009), Angelo Maci (presidente fino a giugno 2015) e Damiano Reale (attuale presidente).

Nel 2026, a 50 anni dall’approvazione del Disciplinare di produzione, sono in programma le celebrazioni della speciale ricorrenza promosse dal Comune di Salice Salentino. Celebrazioni che, il 23 settembre 2025, sono state precedute dall’importante convegno sul tema “Qualità e Territorio, 50 anni di Salice Salentino Dop”, svoltosi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, alla presenza di Antonio Decaro, in quel periodo presidente della Commissione per l’Ambiente del Parlamento Europeo, e di diversi rappresentanti salentini delle istituzioni interessate e del mondo accademico.

Rosario Faggiano
Storico e Giornalista

 

.

.

 

. . .

LEAVE A REPLY