ATTI VANDALICI A VEGLIE: STORIA DI UNA VIDEOSORVEGLIANZA MAI ATTIVATA

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A Veglie dal 2006 gli «Occhi Sicuri» che non vedono niente…

(Redazione VeglieNews, 20 febbraio 2016)

Ancora una atto vandalico a Veglie.  È successo  nella notte del  17 febbraio ai danni della sede del Comune in  via  Parco delle Rimembranze.

All’apertura degli uffici della polizia municipale, che in quell’edificio ha la propria sede, i vigili urbani  hanno trovato gli ambienti a soqquadro come se i malviventi cercassero qualcosa, ma sembra non sia stato rubato niente. Sono stati allertati immediatamente i carabinieri della locale stazione che hanno effettuato i rilievi del caso accertando che dagli uffici non mancasse nulla.

Si sospetta  che i ladri cercassero le carte di identità negli uffici dell’anagrafe, che comunque non hanno trovato, o che addirittura pensassero che ci potesse essere un fondo cassa dato che in quella sede durante la settimana si effettua la vendita dei buoni pasto per le scuole. Qualunque sia stato il movente i risultati sono stati solo notevoli danni ad infissi, arredi e suppellettili.

Potrebbe trattarsi, a questo punto, solo di un atto vandalico come altri accaduti in questi ultimi giorni a Veglie: uno  ai danni della scuola dell’infanzia in via Isonzo, un altro ai danni dell’area mercatale e un altro ancora nella sede delle scuole elementari di via Aldo Moro dove in questo caso sono state rubate anche attrezzature elettroniche.

In tutti gli episodi accaduti in questi ultimi giorni è emerso  un  punto debole nella gestione della sicurezza degli edifici pubblici di Veglie: la mancanza della videosorveglianza.

Eppure di videosorveglianza a Veglie se ne parla da anni. La videosorveglianza è stato uno dei punti principali sul quale si sono basati i piani di sicurezza dei  programmi  politici di ogni  lista che si è presentata alle elezioni almeno  negli ultimi due mandati.

Addirittura, per la  videosorveglianza il Comune di  Veglie negli ultimi 10 anni ha ricevuto finanziamenti grazie ai quali  sono stati installati  computer, software, videocamere e monitor che purtroppo non sono mai entrati in funzione e che adesso saranno ormai  nel migliore dei casi obsoleti se non addirittura distrutti o trafugati.

I finanziamenti arrivarono a Veglie, e in altri comuni del nord salento (Arnesano, Carmiano, Monteroni, Novoli, San Pietro in Lama),  dopo la tragica “Strage della Grottella” nella quale persero la vita tre vigilantes della Velialpol.

Per contrastare la criminalità in questi paesi,  si pianificò già nel 2003  un  progetto pilota  per la Legalità denominato “Grottella” all’interno del quale si avviò  il sistema di telecontrollo denominato “Occhi Sicuri” finanziato per 240 mila euro dal ministero degli Interni con fondi della Comunità europea. Scopo di questo progetto era di «contrastare, attraverso il supporto di altri interventi contro il disagio giovanile, le zone  a rischio criminalità.  Una sorta di “Grande fratello” che riprende scene urbane di vita quotidiana 24 ore su 24 ma con il compito di scoraggiare e prevenire atti vandalici e fenomeni di illegalità».

La mattina del 13 febbraio 2006, trenta “Occhi sicuri” (cinque telecamere per ogni paese) furono attivati per sorvegliare in contemporanea piazze, strade e angoli di quartieri dei sei comuni salentini.

Con lo stesso progetto tra l’altro si finanziò anche una biblioteca per la valorizzazione dei prodotti agricoli a Veglie.

Per avere conferma di tutto questo basta fare una ricerca nell’archivio, ormai storico, di veglienews.it e si potranno trovare riferimenti ad articoli di giornali:

Novembre – Dicembre 2003: >>>Progetto Grottella >>>

Ottobre 2005:  >>> Telecamere nelle piazze >>>

Febbraio 2006: >>>Occhi Sicuri >>>

Si è  sottolineato prima che la videosorveglianza degli edifici pubblici è stato un punto sempre presente in tutti i programmi politici già a partire dalle elezioni comunali  del 2010. In particolare,  nei programmi presentati dalle liste per le ultime elezioni del 2015 si legge quanto segue (non è importante sapere a quale lista si riferisce ogni punto):

  • «Il progetto sicurezza si svilupperà su tre misure di intervento che verranno realizzate nel corso del gestione:  1) Ricorso alla vigilanza privata per la sorveglianza delle principali proprietà comunali nei limiti e alle condizioni stabilite dalla legislazione vigente; 2) Implementazione del sistema di video sorveglianza delle aree maggiormente a rischio e delle principali strade di accesso al paese;
  • «Installazione di sistemi di video sorveglianza nei vari rioni del paese al fine di prevenire azioni illegali».
  • «Installare sistemi di videosorveglianza e/o sistemi di allarme a tutti gli edifici comunali in modo tale di avere un costante monitoraggio e messa in sicurezza degli stessi immobili».
  • «Istituzione di un osservatorio sulla criminalità organizzata: per garantire la massima sicurezza e tranquillità alla collettività. Implementare l’attuale struttura di videosorveglianza aumentando il numero di videocamere presenti sul territorio».
  • «Connessione internet gratuita c/o piazze e luoghi pubblici, utilizzo di sistemi di videosorveglianza per il controllo degli edifici e spazi pubblici».

Da ultimo, anche nelle linee programmatiche dell’amministrazione attuale nel capitolo Polizia Municipale si legge: «Controllo del territorio mediante la realizzazione di impianto di video sorveglianza collegato con l’Ufficio di Polizia Municipale anche al fine di migliorare la sicurezza della popolazione».

A questo punto si può constatare che:

  • Tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, hanno in comune la sicurezza del paese anche attraverso il sistema della videosorveglianza;
  • Al Comune di Veglie sono arrivati negli anni passati finanziamenti per installare e ottimizzare la videosorveglianza;
  • Nel comune di Veglie sono state installate grazie al progetto “Occhi Sicuri” n. 5 videocamere  con relativi computer e software per la gestione a distanza della videosorveglianza nei seguenti punti: piazza Umberto I, largo Calvario, piazza della Costituzione,  piazzetta Padre Pio, piazza Ferrari;
  • Attualmente, dopo quanto successo negli ultimi giorni  alle strutture pubbliche, si rende necessario, e quasi obbligatorio, l’utilizzo della videosorveglianza.

Alla luce di tutto ciò è doveroso chiedersi se gli impianti a suo tempo installati a Veglie nell’ambito del progetto “Grottella” sono ancora utilizzabili  visto che a quanto sembra non sono  mai stati operativi o, se lo sono stati,  si è trattato solo di pochi giorni; e, inoltre, se esiste la possibilità di attingere ad altri finanziamenti per adeguare la sorveglianza di tutti gli edifici pubblici.

Si spera che l’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Claudio Paladini prenda l’impegno,  qualora non lo avesse già fatto, di dare seguito a quanto scritto sull’argomento sicurezza  nel documento riguardante le linee programmatiche della sua amministrazione  e di fare chiarezza sulla vicenda “Occhi Sicuri”.

Siamo convinti che la ventata di rinnovamento e di cambio di marcia che si respira in questo periodo sarà indirizzata anche su argomenti come la sicurezza, l’utilizzo dei finanziamenti e l’utilità per la quale sono utilizzati. Tutti argomenti che riguardano direttamente i cittadini  e che sono alla base della loro fiducia nei confronti delle istituzioni da cui sono governati.

20 Febbraio 2016

Veglie News

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  1. REDAZIONE VEGLIE NEWS: per completezza della notizia riportiamo di seguito un intervista al Sindaco Claudio Paladini rilasciata alla giornalista Fabiana Pacella per il “Nuovo Quotidiano di Puglia” di Venerdì 19 Febbraio 2016:
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    Il Sindaco Paladini: «Episodi gravissimi informerò il prefetto»

    Claudio Paladini, sindaco dallo scorso giugno, ha dato una svolta alla vita politico-amministrativa di Veglie. «Cambieranno molte cose», aveva promesso in campagna elettorale ed è andato dritto per la sua strada.

    D- Sindaco, che sta succedendo a Veglie?
    R – «La violazione della casa del governo è un episodio gravissimo che induce a porsi r non pochi interrogativi. Mi trovavo a- Catanzaro quando sono stato raggiunto dalla notizia che ignoti hanno ancora una volta seminato danni e paura. Non posso più stare a guardare impassibile, chiederò un incontro al prefetto. La mia comunità ha bisogno di risposte».

    D- Crede ci siano collegamenti tra l’attività amministrativa e i quattro episodi, tutti ai danni di edifici comunali?
    R – «La mia idea è che qualcuno voglia minare la serenità della squadra di governo e della cittadinanza intera, lanciando messaggi che, posso garantire, non arriveranno da nessuna parte. Dal mio insediamento ho deciso di spazzare via una certa politica retaggio del passato, anche più recente, abbiamo chiuso molti rubinetti e questo potrebbe aver dato fastidio».

    D – Le sue sono affermazioni . pesanti… .
    R – «Le rifarei, senza tema di essere smentito. Basta pensare che per andare avanti occorra adeguarsi al malaffare: la politica può essere pulita, deve esserlo. La situazione di Veglie è complessa, abbiamo ereditato guai accumulati nel corso degli anni, debiti esorbitanti, richieste di risarcimento danni da parte di privati contro cui, in molti casi, il Comune non si è mai costituito. Mi chiedo il perché: perché non difendersi? Abbiamo bisogno di chiarezza e pulizia, e non mi fermeranno quattro esagitati che spaccano porte e vetrate».

    D – Cosa dice ai suoi cittadini?
    R – «Parlerò loro in pubblico nei prossimi giorni, dati alla mano. Devono sapere in che condizioni versava il Comune quando ci siamo insediati».

    Fabiana Pacella,
    dal Quotidiano di Venerdì 19 febbraio 2016

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