Valentina Strafino: «Veglie ha bisogno di un “Passaggio Generazionale” degli Amministratori»

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LETTERA DI VALENTINA STRAFINO

Che il nostro fosse un paese “strano”, lo avevamo capito da tempo. Un paese che sonnecchia, che tira a campare, direi quasi senza ambizioni o voglia di tornare a splendere di luce propria.

Avverso agli imprenditori, che sempre più spesso spostano altrove le proprie attività; inadatto ai giovanissimi, perché privo di qualunque appeal; ostile agli anziani che non trovano spazi pubblici a loro destinati.

A queste problematiche, nei giorni che precedono l’inizio di una nuova campagna elettorale, va aggiunta  una attitudine tutta nostrana, a smontare, sporcare, inibire, qualunque tentativo e  volontà, che abbia come obiettivo quello di provare a cambiare le cose, o quantomeno ,tentare di dare il proprio contributo nella speranza di un cambiamento.

Si accusano i giovani di non volersi impegnare, di essere lontani e poco presenti, si denuncia da più parti la mancanza di idee, progetti, visione del futuro; ma se questo in parte è vero, non si può non cercare la colpa anche nei tanti, forse troppi, “anziani” ( e lo scrivo senza spregio, con l’obiettivo unico di contrapporre  le due parti  in gioco), che continuano ad occupare gli spazi della politica locale, assumendo ruoli di moderatori, presentatori, gestori, e chi più ne ha più ne metta, della scena pubblica.

Nessun passo indietro, forse un passo di lato, tanti  passi a due… e poi ancora, chi parla perché rappresentativo di  un gruppo, chi parla perché espressione di un partito, chi assurge autonomamente  al ruolo di pensatore occulto, capace di tirare le redini dei giochi.

In tutto questo bailamme, i giovani, quei pochi che ci provano, si inibiscono, si bloccano, nel peggiore dei casi si “spaventano”, scegliendo il disimpegno.

E allora esiste un modo per collaborare?

Esiste un modo perché l’esperienza dei saggi anziani del villaggio, si faccia faro e non impedimento?

Esiste un modo per insegnare senza imporre, ed imparare senza scimmiottare?

Non lo so! me lo chiedo e non ho una risposta.

Di certo però, mi piacerebbe che ai miei coetanei  fosse lasciato campo e spazio per crescere, sbagliare, contrapporsi, litigare e confrontarsi. Misurarsi con se stessi, le proprie capacità e competenze.

 Lasciateci liberi di scegliere i nostri “avversari” non imponeteci i vostri.

Sbaglieremo, ma lo faremo con dignità, scegliendo quali battaglie combattere e con quali alleati farlo.

Solo a quel punto potrete giudicare il nostro operato, e il nostro impegno per un paese nuovo.

Valentina Strafino

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