«CURTIRUSSI» tre serate di Cinema, Libri e Arte a cura di Cosimo Fai

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Alessandro Zizzo, Nandu Popu, Antonio Monte: tre personalità per tre appuntamenti

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VEGLIE – Domenica 4, Giovedì 8 e Domenica 11 Dicembre 2022 si svolgeranno tre eventi che avranno come tema  Cinema, Salute, Libri e Arte ad ingresso libero.

Le tre serate fanno parte di un percorso, che proseguirà anche nel 2023, ideato e realizzato da Cosimo Fai.

Il titolo “Curtirussi 20 anni dopo”  prende spunto da un cortometraggio realizzato a Veglie da Vegliesi nel 2002 per la prima edizione del concorso cine-fotorafico “Obiettivo Salento”. Il titolo è solo un aggancio per riprendere un percorso di promozione del territorio per chi ama il proprio paese senza nessun altro obiettivo e senza nessun altro interesse.

Così spiega il progetto l’ideatore Cosimo Fai:

«Curtirussi (un nome, un ricordo, un segno, come tanti altri) è la prova che a Veglie qualcosa si fa o si è fatto e che tanto rimane ancora da fare. Nessun riferimento specifico.
Questa breve pausa dal teatro, ci restituisce alla piazza che da sempre ha origini, vocazioni e  missioni sceniche. Quella stessa piazza che è dibattito, discussione, appunto democrazia.  La piazza è anche mercato, contrattazione, luogo di imbrogli e riconciliazione, rappresentazione reale e immaginaria di una città.
In queste tre serate avremo tre incontri a tema. Ri-proponiamo diversi modi di sentire e vivere la nostra rappresentazione umana.
Si affronteranno TEMI che prendono vita nella nostra quotidianità e che la rendono un’esperienza sempre più ricca e preziosa. Si coniugheranno tutte le sfumature dei sentimenti che vanno dall’ansia alla rabbia, passando per il dolore, ma anche per la felicità fino allo stordimento.
Ci auguriamo che tutto questo materiale culturale permetterà di ri-conoscerci e di riallacciare  legami che sono alla base di una  comunità e di una società. Il nostro impegno si basa sul fatto che siamo fermamente convinti che anche a Veglie, in ogni singolo cittadino,  rimane un desiderio di socialità e partecipazione a questi eventi come se fossero “nuove feste” per realizzare un’idea e un’immagine nuova di  Paese (Veglie) e di comunità (Vegliese).
Queste prime tre giornate, 4 – 8 – 11 dicembre 2022, sono solo il prologo di una serie di manifestazioni che prenderanno corpo nel corso del prossimo anno. Questo è solo un primo tris di Eventi che mette in comune  saperi e culture tra cittadini; che mette in circolazione nuovi valori e messaggi da condividere con il Paese.
Vogliamo partecipare in prima persona alla valorizzazione del nostro territorio  o, come dicono i saggi, vogliamo essere ancora  attori di un nuovo marketing culturale urbano vegliese.»

Il programma di «Curtirussi 20 anno dopo» propone tre serate che spaziano tra Cinema, Salute, Libri e Arte.

CORTOMETRAGGI E ONCOLOGIA – Domenica 4 Dicembre 2022 alle ore 19.00 presso la Chiesa Madonna delle Grazie in Piazza Umberto I.

Proiezione dei cortometraggi «LA MORTE DEL SARAGO»  e «APOLIDE» con la presenza del regista Alessandro Zizzo. La serata sarà moderata dall’artista e scrittrice  Benedetta Pati. Interverranno il dott. Domenico Galetta, Direttore Oncologia Medica per la Patologia Toracica IRCCS Oncologico Giovanni Paolo II di Bari; la dott.ssa Maristella Taurino, Psicoterapeuta,  Pisco-Oncologa di 1° livello SIPO – Cooperativa Sociale Psifia.

«LA MORTE DEL SARAGO» – Sulle coste tarantine, tra Maruggio, Campomarino e Torre Ovo, il regista brindisino Alessandro Zizzo ha voluto ambientare “La morte del sarago“, cortometraggio da lui scritto e diretto, classificatosi al primo posto nel Concorso Nazionale Premio Associazione Italiana di Oncologia Medica 2016. “La visione di film ben realizzati – si legge nella relativa presentazione – può essere di sostegno nella comprensione di questioni non secondarie e nell’insegnamento di comportamenti e principi bioetici a studenti, specializzandi e personale di nursing oncologico e nel migliorare la relazione tra i curanti e la persona malata incarnando nei personaggi questioni cliniche ed etiche altrimenti astratte, come cancro e sessualità e gli effetti collaterali delle terapie. Alcuni film aiutano a riflettere sul senso degli affetti e del vivere, contribuendo a rendere il cancro questione di rilevanza collettiva e sociale.”

«APOLIDE» – La pellicola narra la storia vera di Dabo, il protagonista del cortometraggio, uno dei mille volti migranti, senza nome e senza storia che riempiono le cronache e i telegiornali. Dabo però una storia ce l’ha, una bella storia da raccontare. Nel suo Paese era un bravo calciatore, ma la partita della sua vita è stata particolarmente dura. Come molti, un giorno all’alba si imbarca su un gommone e parte verso l’Europa affrontando il mare e una notte così buia da non vedere nemmeno le stelle. Una volta sbarcato, Dabo scopre di non essere arrivato in Francia ma in Italia e che lo attendeva un avversario forse più temibile del mare, il cancro. Le cure e l’affetto del dottor Galetta, con il quale nascerà una bellissima amicizia, lo porteranno a trovare il suo posto nel mondo. Il cortometraggio induce lo spettatore a riflettere su diversi temi. Il primo, molto attuale, riguarda l’immigrazione, l’atrocità dello sfruttamento e della tratta di esseri umani. Ma leggendo più in profondità, il racconto di Dabo è lo stesso di ognuno di noi che si trova davanti a difficoltà che sembrano insormontabili, finché, anche grazie all’affetto e all’amicizia, non si trova la forza per vincere anche le partite più dure e importanti.

«LI MENATI – Persi tra i semi del peccato» – NANDU POPU, dei Sud Sound System, presenta il suo libro Giovedì 8 Dicembre 2022 alle ore 19.00 presso Pia Casa Verrienti in Piazza Umberto I. Dialoga con l’autore Giuliana Greco.

“Li menati” in Salento sono i reietti, letteralmente gente da buttare, da evitare. Raramente però finiscono in discarica e anzi, affondano le loro radici nel territorio rendendolo marcio e inospitale. Molti dei menati che Fernando Blasi, in arte Nandu Popu, racconta in questo suo secondo libro, subiscono una metamorfosi profonda e irrefrenabile tanto da diventare boss della Sacra Corona Unita. Una metamorfosi che riguarda tutti, non solo i menati. Riguarda chi la incoraggia, chi sta a guardare, chi si rende invisibile lasciando il territorio alla loro mercè. Nandu Popu regala al lettore un racconto che attraversa il tempo e le vite di chi ha vissuto la Puglia soprattutto in determinati anni. Uno squarcio sul passato di una parte del territorio salentino, Casalabate in particolare, e sui trascorsi autobiografici dell’autore. Un continuo cammino tra passato e presente, tra credenze e storia, un atto d’amore nei confronti della propria terra e un avvertimento alle nuove generazioni affinché imparino a non restare a guardare e a intervenire, per cambiare le cose senza subirle.

«NOVANTANNI DI ACQUEDOTTO A VEGLIE – BUON COMPLEANNO FONTANONE»  – Domenica 11 Dicembre 2022 alle ore 19.00 presso la Chiesa Madonna delle Grazie in Piazza Umberto I

Parteciperanno alla serata Antonio Monte, Architetto. Ricercatore CNR-ISPC che illustrerà l’attività artigianale e industriale dei F.lli Peluso di Tricase, costruttori della fontana monumentale di Veglie oltre che di altre costruzioni monumentali in tutta Italia.
Antonio De Benedittis, cultore di Storia Patria, che grazie a fonti di archivio parlerà della storia delle Fontanine di Veglie.

Attraverso la storia, gli storici e i documenti d’archivio, nella serata dell’11 dicembre, si ripercorreranno le principali tappe dell’arrivo dell’acquedotto pugliese a Veglie. Si parlerà degli attori, dei fatti e degli avvenimenti  della prima metà del novecento, che rappresentano il normale proseguimento di quel processo di civilizzazione che passa attraverso le cisterne per la raccolta della pioggia e i pozzi captanti la falda freatica superficiale, quest’ultima spesso acqua  non di buona qualità  trattandosi di acqua stagnante suscettibile di inquinamento biologico o chimico. Si ricorderanno i secchi calati con le corde che consentivano di attingere l’acqua per il successivo trasporto alle abitazioni. Si parlerà delle case signorili nelle quali in passato non mancava mai il pozzo o la cisterna per l’uso domestico; delle abitazioni popolari che invece erano spesso costrette a condividere un unico pozzo per tutte. In molte città, come anche a  Veglie, esistevano pozzi pubblici ad utilizzo del quartiere (a Veglie ne esistevano almeno tre).

Tutto cambierà con l’arrivo delle fontanine e dell’acqua nel 1931 che porterà la società a un  notevole miglioramento sociale e sanitario.

Del 1932  è la costruzione a Veglie della Fontana Monumentale, simbolo di una identità culturale e sociale che resiste ancora oggi agli sfregi del tempo e delle ideologie, all’incuria di maldestri e indolenti amministratori. AUGURI FONTANONE.

 

Alla domanda su quale saranno le tappe  di questo progetto nel 2023, così risponde l’ideatore Cosimo Fai:

Nel 2023, a cadenza mensile, punteremo il nostro obiettivo su alcune tematiche:
  1. ROSONI DI PUGLIA.  Anche il rosone della Chiesa Madre, nell’ambito del progetto lanciato dalla Compagnia degli Exultanti, fondata dal giornalista Antonio Gelormini, sarà inserito nel numero dei Rosoni per i quali si chiede il riconoscimento dell’Unesco, poiché tutti  fanno parte di un vasto patrimonio storico religioso e culturale che coinvolge la Puglia nella sua interezza. Per l’occasione sarà realizzata una mostra ed una serata di incontro e dibattito sull’iniziativa.
  2. VEGLIE, CITTA’ MESSAPICA: Non potendo avere a disposizione il “cratere” messapico originale, rinvenuto a Veglie nel lontano 1959, si sta provvedendo alla realizzazione di una copia artistica fedele all’originale, che verrà esposta in una manifestazione, affiancato da altri reperti e in collaborazione con i maggiori musei messapici di Terra d’Otranto, per ridare dignità storica ad un manufatto e ad una popolazione in cerca di una identità unitaria storica. Sarà organizzato un convegno ed  una mostra in collaborazione con L’Università del Salento e Associazioni varie.
  3. SPONSALI E NOZZE A VEGLIE TRA IL 1600 E IL 1900: Usi e costumi matrimoniali a Veglie, dal 1700 ai giorni nostri. Sono state già raccolte oltre 250 foto di matrimoni celebrati a Veglie nei primi del ‘900, che saranno esposte in una mostra dedicata all’argomento. Ma oltre alla mostra, verrà organizzato un incontro-dibattito sulle storiche tradizioni che coinvolgevano sposi e famiglie salentine, alcune oggi perdute, altre riviste e aggiornate, che raccontano la magia di questo splendido territorio. Attraverso le fonti storiche, specificatamente per Veglie, si parlerà di carte di sponsali e capitoli matrimoniali, iure longobardo e iure romano, Le nozze e il cibo come linguaggio e simbolo, ecc. Non si sottolinea mai abbastanza come la storia locale si presti ad essere trattata parlando dei fatti di tutti i giorni e dei singoli individui; l’uomo comune è in genere più interessato a capire come viveva un suo antenato e cosa da questi egli abbia ereditato in beni, usi, linguaggio, piuttosto che a seguire le gesta di un condottiero certamente più famoso ma anche più lontano dalla realtà e dai problemi che lo circondano. Gli archivi notarili costituiscono, quindi, una fonte preziosa per la storia della nostra Veglie e gli atti notarili rappresentano una fonte inesauribile di notizie, avvenimenti, usi, costumi, curiosità cui spesso non riusciamo a dare una spiegazione, che ripetiamo in maniera acritica, ma che trovano riscontro storico e giuridico in quelle carte.
Ma non vogliamo anticipare più di quanto non siamo già riusciti a programmare concretamente. La cosa più importante è che nel 2023 ritorneremo a teatro, a recitare, a ridere, a far divertire, a coinvolgere, a crescere!

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